Mani legate: i rischi della riforma costituzionale per Morosini e Mascali

“La riforma Nordio è pericolosa perché rischia di portare verso una condizione in cui l’operato della magistratura è fortemente condizionato dalla politica. E non risolve nessuno dei problemi veri quotidiani della giustizia, come la lunghezza dei processi, o questioni che riguardano l’efficienza e che richiedono risorse da mettere in campo, che invece continuano a mancare”. Queste le parole di Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo e autore, insieme alla giornalista Antonella Mascali, del libro “Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia”, nel corso di un’intervista con La Magistratura.

Dopo le denunce partite dal fronte del sì e la notizia della segnalazione dello stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio all’Agcom, l’autorità garante delle comunicazioni, sui manifesti del comitato Giusto Dire No, Morosini spiega quale sia il clima della campagna referendaria, a margine della presentazione del volume, edito da PaperFirst: “È un clima da resa dei conti, con la denigrazione sistematica di giudici e pubblici ministeri, con magistrati che vengono considerati nel migliore dei casi come politicizzati, spesso indicati come inadeguati. Magari sulla base di un salotto televisivo che si occupa del caso Garlasco, dove vengono approfondite solo illazioni, spesso lesive della dignità personale delle persone coinvolte nelle indagini. Noi con questo libro cerchiamo di riportare la questione sul piano dei contenuti e sui rischi di questa riforma”.

Un provvedimento bocciato dai due autori, in vista del referendum confermativo: “I firmatari sono rei confessi. La presidente del Consiglio Meloni ha detto che con questa riforma non ci sarà più un’invadenza inaccettabile della magistratura ordinaria, e poi anche della magistratura contabile con l’altra riforma. Così come il ministro della Giustizia ha detto che questa è una riforma per far tornare finalmente il primato della politica, quindi se lo dicono loro dobbiamo credergli”, ha sottolineato pure Antonella Mascali.

La giornalista ricorda poi come sia necessario anche “avere la prospettiva del post riforma, qualora venisse confermata con la vittoria del sì”. E spiega: “Ci sono altri progetti che sarà facile far approvare con legge ordinaria. Come il progetto di togliere il controllo della polizia giudiziaria ai pubblici ministeri. Nei fatti, ci sarebbe così un pm sotto il controllo governativo, perché i vertici di ciascuna forza di polizia dipendono dai ministri”.