
Dall’omaggio a Denise Garofalo, al congresso di Napoli. Prende il via così il Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati. Ad aprire i lavori il presidente Tango, che ha voluto dedicare un omaggio alla testimone di giustizia, figlia di Lea Garofalo, morta pochi giorni fa, alla stessa età della madre.
“La sua vicenda dolorosa impone riflessioni profonde su temi che negli ultimi anni non hanno forse ricevuto la giusta attenzione: le sofferenze che attraversano i testimoni di giustizia e gli ulteriori possibili strumenti di sostegno”, ha detto Tango.
Quindi il necessario intervento sui duri attacchi della politica in queste settimane. Dal presidente ANM “un appello, accorato, rivolto a politica e istituzioni”. Con una richiesta chiara: “Basta con gli attacchi che delegittimano la magistratura, perché quegli attacchi fanno male a tutti, perché noi per primi siamo consapevoli che un clima costantemente attraversato da tensioni tra magistratura e politica crea un senso di smarrimento, di sgomento nel comune cittadino. E, quel che peggio, può creare una sfiducia nelle istituzioni con conseguenze disastrose per la tenuta democratica dell’intero sistema”. Quindi ha aggiunto: “La critica è sempre legittima, ma non si può gettare benzina sul fuoco, fomentando un incontrollabile odio social. I magistrati applicano le leggi che il Parlamento approva, non li si può attaccare con durezza e violenza per quello. Noi coltiveremo sempre dialogo e confronto, avremo sempre pieno rispetto di politica e istituzioni. Chiediamo loro di fare altrettanto”.
Tango ha riservato poi un omaggio a Emma Bonino, scomparsa ieri a 78 anni. Lo stesso ha fatto anche il segretario dell’associazione Rocco Maruotti, che ha poi illustrato il programma del congresso, a cui saranno invitate anche le istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica. Il congresso sarà a Napoli dal 27 al 29 novembre: si parlerà del futuro della magistratura. Vari i temi al centro del confronto, in cui gli ospiti esterni saranno protagonisti. Dal carcere alle migrazioni, dal lavoro alla tutela dei minori. Non mancheranno approfondimenti su intelligenza artificiale e criminalità organizzata.
Il primo Comitato direttivo centrale dopo la pausa estiva ha affrontato anche numerosi altri temi. Il primo documento approvato riguarda la solidarietà e vicinanza espressa dal ‘Parlamentino” dell’ANM proprio al segretario Rocco Maruotti, che era stato attaccato da due consigliere del Csm per aver espresso la propria opinione durante la relazione del precedente Direttivo sulla trasparenza della Scuola superiore della magistratura.
Il Comitato direttivo ha aderito all’appello sull’indulto responsabile, con un voto a maggioranza e due condizioni: da un lato “il potenziamento straordinario delle risorse materiali ed umane da destinare agli Ufficio di Esecuzione Penale Esterna ed alla magistratura di sorveglianza”. Dall’altro “la concessione del beneficio all’esito positivo del percorso rieducativo intrapreso dal condannato, verificato al termine di un periodo di osservazione successivo alla concessione, con automatica revoca in caso di esito negativo del percorso o di commissione di nuovo reato nel periodo indicato”.
Spazio anche alla dimensione internazionale dell’attività associativa. Illustrando il punto all’ordine del giorno, Monica Mastrandrea ha ricordato il ruolo importante svolto dall’Unione Internazionale dei Magistrati (UIM) nella tutela dell’indipendenza della magistratura e dello Stato di diritto. Il CDC ha condiviso l’apprezzamento espresso per il lavoro svolto negli anni dal Segretariato generale, che assicura continuità all’attività della UIM e il costante raccordo tra le associazioni aderenti. Proprio in riconoscimento dell’importanza di questa attività, il Comitato ha deliberato l’adeguamento del contributo economico che l’ANM corrisponde annualmente a sostegno del Segretariato generale e, più in generale, delle attività della UIM.
In chiusura di giornata, il vicepresidente dell’ANM Marcello De Chiara ha presentato il tema delle campagne diffamatorie e degli attacchi social contro i magistrati per i provvedimenti adottati. Il documento approvato distingue la critica, legittima e fisiologica in una democrazia, dagli attacchi personali e sistematici, che possono tradursi in una forma di delegittimazione e condizionamento della funzione giurisdizionale, richiamando anche la responsabilità di chi ricopre incarichi pubblici per l’effetto moltiplicatore delle dichiarazioni sui social.
Affrontato anche il tema delle ispezioni ministeriali, che non possono diventare una reazione a provvedimenti non condivisi né uno strumento per sindacarne il merito. Attacchi personali, campagne di delegittimazione e uso improprio dello strumento ispettivo possono infatti incidere sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura. Il CDC ha quindi deciso di portare il fenomeno all’attenzione delle sedi istituzionali competenti, nazionali ed europee, e di istituire un gruppo di lavoro per approfondire i rimedi legali a tutela dei magistrati colpiti, valutando anche un fondo associativo a sostegno delle relative spese legali.



