
“Il vero obiettivo nascosto della riforma Nordio è quello di indebolire l’azione della magistratura nella sua funzione di controllo, di legalità nei confronti di pubblici poteri (in linea con quello che sta accadendo in America o in Ungheria) e di annullare l’unica separazione che conte e occorre, invece mantenere: quella tra la Politica e la Giustizia”. Sono le parole di Toni Servillo, l’attore e regista napoletano che interviene sulla riforma Nordio con una lettera al Fatto Quotidiano.
L’artista, protagonista dell’ultimo film di Paolo Sorrentino in queste settimane, ha voluto raccontare il proprio punto di vista su un tema che riguarderà tutti i cittadini italiani. “È una riforma da un lato estremamente inutile e dall’altro estremamente pericolosa. Inutile perché non tocca neanche in minima parte i problemi della giustizia, come per esempio i tempi e la durata dei processi. Ma soprattutto è una riforma estremamente pericolosa perché mira a rivedere il delicato equilibrio tra gli assetti di potere degli organi costituzionali, indebolendo la magistratura e, quindi, la sua possibilità di azione autonoma e indipendente”.
Una posizione forte, perentoria. Un punto di vista che contribuisce il dibattito in cui sono già parecchi i protagonisti del mondo della cultura che hanno espresso la propria posizione in merito al referendum del prossimo 22 e 23 marzo.



