L’eredità di Paolo Giaccone. Il ricordo del medico ucciso dalla mafia

Era l’11 agosto 1982 quando il medico legale Paolo Giaccone viene assassinato dalla mafia a Palermo per essersi rifiutato di alterare una perizia dattiloscopica. Ne racconta la storia il volume Paolo Giaccone. Storia, eredità scientifica e morale tra interviste e ricordi, scritto dalla giornalista Tiziana Lenzo e pubblicato da Torri del Vento.

Un libro presentato nei giorni scorsi alla kermesse Una Marina di Libri alla presenza della figlia Milly. Con lei il presidente della commissione regionale Antimafia Antonello Cracolici, il professore Fabio Massimo Lo Verde, docente di Sociologia presso l’Università degli Studi di Palermo, il professore Paolo Procaccianti, già direttore dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo e l’ex sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando, autore della prefazione del volume.

“Ho cercato di restituire il giusto rilievo a una figura straordinaria che continua a parlare al nostro tempo, in una fase storica nella quale la cronaca evidenzia quasi quotidianamente la fragilità dell’etica pubblica”, racconta l’autrice Tiziana Lenzo

“Dall’epoca del reportage “La mafia è bianca” fino alle più recenti vicende legate a interessi mafiosi, logiche politico-clientelari, corruzione e malaffare, il sistema sanitario è stato ed è tuttora esposto a condizionamenti e pressioni. In questo scenario operano però anche professionisti che rifiutano ogni compromesso, talvolta mettendo a rischio la propria vita, come accadde a Paolo Giaccone. È proprio questo contrasto a rendere la sua vicenda così attuale e significativa”. Dunque il ricordo: “Giaccone – ricorda Lenzo – esercitò la professione di medico legale con assoluto rigore, indipendenza e senso del dovere in un contesto nel quale l’eccezione era rappresentata da chi non si piegava. Fu ucciso dalla mafia semplicemente perché svolgeva con normalità e coerenza il proprio lavoro. Questo libro non vuole essere soltanto un omaggio alla sua memoria, ma anche una riflessione sul valore della responsabilità individuale nelle istituzioni e sull’esercizio della funzione pubblica”.