
“Preoccupazione e apprensione” per l’Ufficio per il processo, in vista dell’ormai imminente scadenza del 30 giugno quando si concluderà l’attuale esperienza della struttura che ha supportato i magistrati in questi anni per raggiungere gli obiettivi del Pnrr. A esprimerle la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, per bocca del suo presidente Giuseppe Tango che ha chiesto al ministro Nordio un nuovo incontro dopo quello dello scorso aprile per avere riscontri e risposte sul tema.
“Esprimiamo la nostra preoccupazione per il destino dei precari addetti all’ufficio per il processo e per la sua stessa struttura, che rischia seriamente di essere messa in discussione. Abbiamo ascoltato le dichiarazioni pubbliche da parte Sua e del viceministro Sisto, ma non possiamo nascondere la profonda preoccupazione per la mancanza di atti seguenti”, si legge nella missiva inviata oggi e diffusa dall’Adnkronos.
La lettera segue due passaggi formali: l’invio di una serie di appunti tecnici con delle proposte operative sull’Ufficio per il processo dello scorso 6 maggio e il deliberato del Comitato direttivo centrale del 17 maggio. In entrambe le circostanze, così come nell’incontro dello scorso aprile, l’ANM aveva messo in evidenza il ruolo fondamentale dell’Ufficio per il processo a supporto della giurisdizione.
Adesso la palla passa a via Arenula, che dovrà dare un riscontro. Da una parte all’Associazione, e dall’altra agli stessi rappresentanti degli addetti all’Ufficio per il processo.



