
Il procuratore di Prato Luca Tescaroli presenta il libro “Il biennio di sangue”. Con lui il segretario Anm Rocco Maruotti nella sede di Libera
Dopo le stragi del 1992, in cui la mafia uccise Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la scia di sangue non si fermò. Lo racconta Luca Tescaroli nel suo libro “Il biennio di sangue – 1993-94”, presentato nella sede di Libera contro le mafie assieme al segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati. L’attuale procuratore di Prato parla a La Magistratura del suo saggio, intanto raccontando come è cambiata la criminalità organizzata in questi anni. “Le mafie costituiscono un fenomeno dinamico e sono dunque in evoluzione. Quella mafia dei corleonesi che poneva in essere strategie terroristico-eversive ora non è più operativa e vi sono stati dei cambiamenti significativi nella strategia, che oggi potremmo definire di inabissamento, proiettata a coltivare gli affari delle varie organizzazioni senza ricorrere ad eventi eclatanti”. E ci sono le nuove mafie: “Si sono affermati gruppi stranieri estremamente pericolosi come quello della criminalità cinese, albanese e nigeriana che hanno iniziato a interagire con i gruppi tradizionali mafiosi”, racconta Tescaroli
Esiste poi il tema dal dibattito pubblico sulle mafie: “È caduta l’attenzione sul tema, probabilmente anche in virtù della strategia proiettata a non destare allarme sociale. Sarebbe importante riporre nell’agenda politica questo tema con la dovuta serietà anche per pensare agli strumenti più appropriati del contrasto”, aggiunge il procuratore di Prato. E ci sono degli ambiti in cui si può fare di più: “Credo si possa fare di più nel settore dell’informatica, dove i gruppi criminali ricorrono sempre più all’impiego di telefoni criptati a piattaforme informatiche per assicurare comunicazioni sicure e dunque un investimento in questa direzione sarebbe importante”. Quindi il tema dei testimoni di giustizia: “Sarebbe importante – argomenta Tescaroli – anche pensare a un’estensione della normativa sui collaboratori e sui testimoni di giustizia stranieri”.
“L’Associazione nazionale magistrati è da sempre stata vicina e continua ad esserlo, a tutti i colleghi che operano in prima fila nel contrasto ai fenomeni criminali di tipo mafioso, che sono diffusi ovviamente non soltanto nelle regioni del Sud, ma come dimostra la testimonianza e l’operato di Luca Tescaroli anche al Centro-Nord”, racconta Rocco Maruotti. “La sua attività è proprio la dimostrazione che quando si scava a fondo, soprattutto nei settori dell’economia dove circolano molte risorse, si scoprono tendenzialmente incastri, agganci con fenomeni criminali di tipo mafioso. Noi siamo a loro fianco, ne sosteniamo l’impegno non solo sul piano culturale, ma anche con iniziative concrete”, conclude il segretario Anm.



