Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell’Anm

Tornare, dopo la vittoria al referendum, a riannodare i fili del dialogo con tutti gli attori istituzionali per un obiettivo condiviso: migliorare il sistema giustizia. Traccia così la rotta Giuseppe Tango, nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Giudice del lavoro, 43 anni, palermitano, Tango, che ha guidato la giunta sezionale nella sua città succede a Cesare Parodi, dopo le dimissioni di quest’ultimo per motivi strettamente personali. Eletto per acclamazione dal Comitato direttivo centrale e confermato con 31 voti favorevoli e un solo astenuto. Tango era stato il più votato alle ultime elezioni per i rappresentanti dell’Associazione.

Nel suo discorso al Comitato direttivo centrale ha ringraziato i colleghi per la fiducia accordatagli e il suo predecessore, Cesare Parodi, per “l’instancabile opera e il tratto umano” con cui ha condotto in questo ultimo anno l’Anm. “Credo di essere il primo palermitano ad essere presidente Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo – ha scandito Tango – “ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”.

“Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e riannodando, se fosse possibile, quei nodi di un autentico dialogo con l’interlocutore politico” – l’impegno di Tango che osserva: “Durante la campagna referendaria ci sono stati tanti episodi disdicevoli, è il momento però di voltare pagina“.

Una base su cui lavorare sono gli otto punti che l’Anm aveva presentato nell’incontro di un anno fa a Palazzo Chigi, “anche se andranno rivisti e aggiornati – spiega Tango -. Sarà necessario un dialogo con l’avvocatura poi, una volta che si è fatto chiarezza con tutti gli attori della giurisdizione, portare il tutto, se vi sarà la possibilità come ci auguriamo, all’attenzione della politica costruendo così un dialogo che possa davvero dare i suoi frutti a beneficio di tutti i cittadini”.

Nella giunta esecutiva centrale restano – fra gli altri – il vicepresidente, Marcello De Chiara e il segretario generale, Rocco Maruotti. Il 16 maggio si terrà invece un’assemblea straordinaria dell’Associazione, chiesta da oltre seicento magistrati di tutta Italia.