
“Questa riforma è un colpo di mano per spostare l’equilibrio dei poteri a favore dei governi e dei potenti. Il governo pensava di fare un blitz. Prima in Parlamento senza nemmeno un emendamento, poi subito dopo una data del referendum stabilita senza l’accordo con l’opposizione. Nonostante questo, forse anche per questo, gli elettori hanno cominciato a mobilitarsi. Ogni settimana che passa, lo vediamo da certi sondaggi, la forbice si chiude, i No e i Sì si avvicinano sempre di più. Secondo me abbiamo lo spazio di raggiungere molti elettori e di riuscire insieme a loro a capire qual è la vera posta in gioco e ribaltare il risultato”. Nel corso di un’intervista con La Magistratura, è questo l’auspicio di Giovanni Bachelet, presidente del comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale” sulla legge Nordio.
Dopo le denunce partite dal fronte del Sì e la notizia della segnalazione dello stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio all’Agcom, l’autorità garante delle comunicazioni, sui manifesti del Comitato Giusto Dire No, Bachelet spiega quale sia il clima della campagna referendaria: “Un pessimista direbbe che il governo si comporta in modo poco britannico e molto simile a Paesi nei quali la separazione dei poteri non c’è e l’opposizione non gode pienamente dei suoi diritti. Però un ottimista direbbe che sono segni di grande nervosismo”, spiega, sottolineando di avere fiducia in vista del voto.
“Casi come Garlasco citati dal fronte del Sì? Non c’entrano nulla. La differenza è che noi del No non denunciamo gli avversari quando dicono ‘balle’. Semplicemente cerchiamo di contrastare razionalmente i loro argomenti. Gli errori giudiziari ci sono stati e ci saranno purtroppo sempre, e sono stati affrontati da altri giudici. La propaganda del Sì io credo che sia spesso basata sull’ipotesi che l’elettore non sia molto intelligente, perché certi giorni si dice che questo nuovo ordinamento servirà alla migliore efficienza dei processi, poi lo stesso Nordio dice che questa nuova riforma costituzionale non accorcerà neppure di un giorno i tempi dei processi. Penso che gli elettori non siano stupidi e quindi questo affastellarsi di argomenti disparati dimostrerà meglio di ogni altra nostra iniziativa che questa riforma non ha niente a che fare con la giustizia, ma lo ha con l’equilibrio tra i poteri, con uno spostamento, uno squilibrio a favore della politica”.
Bachelet lancia infine un appello affinché sia permessa la partecipazione al referendum anche ai fuorisede, esclusi dal voto al contrario di quanto avvenuto per le elezioni europee del 2024 e i referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza del 2025 (quando ad alcune categorie fu permetto di votare, ndr): “Serve un provvedimento ad hoc, penso che i partiti in Parlamento debbano cercare di ottenerlo. Sarebbe piuttosto strano se proprio questa volta per i fuorisede ci fosse un destino diverso”.



