
Intervista al presidente esecutivo del Comitato “Giusto dire No” Antonio Diella
“Questo inizio di campagna referendaria sta andando molto bene, perché c’è una grandissima partecipazione agli incontri, ai momenti di dibattito e di confronto. Ci fa ben sperare perché il referendum è uno strumento per il popolo e quando il popolo partecipa non possiamo che esserne contenti”. Queste le parole di Antonio Diella, presidente esecutivo del comitato “Giusto dire No” al referendum confermativo sulla legge Nordio, nel corso di un’intervista con La Magistratura.
Di fronte a quanto scritto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio nel suo libro, nel quale ha contestato i partiti di opposizione e spiegato perché, a suo dire, dovrebbe interessare agli stessi che la riforma sia approvata Diella replica: “Io non devo commentare le parole del ministro. Devo soltanto purtroppo prenderne atto. Il ministro ha detto una cosa importante, delicata. Sembra aver spiegato il perché questa riforma dovrebbe passare. E se il perché è quello che ha detto il ministro, allora abbiamo ragione a essere molto preoccupati”.
E ancora: “Credo che i nostri manifesti abbiano semplicemente tradotto riassuntivamente proprio quello che ha detto Nordio. Abbiamo sentito parlare, anche in altre occasioni, di evitare le esondazioni e altri riferimenti ai magistrati che ci hanno fatto pensare che era giunta l’ora di riassumere, con quel manifesto, ciò che era stato detto e manifestare le nostre preoccupazioni”. Rispetto a chi, nel fronte del sì, ha replicato con le polemiche e con una denuncia, il presidente del comitato del No sottolinea: “Mi dispiace, ognuno sceglie gli strumenti che ritiene più consoni alle proprie sensibilità. Certo, utilizzare una denuncia per riaffermare un principio e dire che questa è in realtà una provocazione mi lascia perplesso. Ma sarà valutata altrove e io rispetto queste valutazioni”.
In vista delle prossime settimane, Diella auspica che si possa “realmente parlare della riforma e delle sue finalità, il motivo per cui è stata fatta”. E ancora: “Spero in un confronto, magari gradiremmo meno insulti. Ma ne prendiamo atto. Reagiremo con le nostre ragioni, gli unici strumenti che il nostro comitato ‘Giusto dire no’ intende utilizzare”.
Dopo il successo dell’iniziativa contro la legge Nordio promossa dai cittadini e dalla società civile, Diella sottolinea: “Credo che la raccolta delle firme abbia dimostrato che i cittadini vogliono contare, vogliono esserci. Continuano a credere che questi strumenti, come quello del referendum, sia uno strumento che garantisce una partecipazione e la possibilità di una scelta, quando si tratta come in questo caso di valori costituzionali importantissimi per la vita di un Paese. Un bel segnale, per tutti. Non solo per noi, ma per tutti quelli che credono che sarà importante partecipare. Una bella scelta di partecipazione: dovremmo chiederla tutti”.
Infine, Diella auspica un intervento affinché sia consentito di esprimersi anche ai fuorisede, dato che nel decreto legge dello scorso dicembre non vi è traccia del voto a distanza, previsto per le Europee del 2024 e per i referendum del 2025: “Noi auspichiamo sempre strumenti che favoriscano la partecipazione. Quindi per i fuorisede noi insistiamo a dire che bisogna garantire a queste persone, a questi cittadini, di poter partecipare. Certo, chiedere a uno studente che sta a Milano di poter tornare a Bari per poter votare al referendum, con un carico di spese insopportabile, credo sia davvero una scelta un po’ miope. Ci auguriamo davvero che si possano avere strumenti di partecipazione come questo: consentire ai fuorisede di poter votare lì dove si trovano”.
L’intervista integrale ad Antonio Diella:



