
Presidente Centrone, qual è la situazione attuale in merito alla riforma della Corte dei conti?
“Il Governo sta scrivendo i decreti delegati, la legge di riforma è entrata in vigore, la nostra preoccupazione è che sia data attuazione a delle disposizioni che minano l’autonomia e l’indipendenza della magistratura contabile”.
Eppure c’è stato un referendum costituzionale poche settimane fa…
“Con il referendum costituzionale i cittadini si sono espressi a larga maggioranza contro la separazione delle carriere e non approvando la riforma del CSM, né i criteri di nomina nell’Alta corte disciplinare hanno riaffermato il valore dell’indipendenza, dell’autonomia della magistratura e di ogni magistratura. Ci saremmo aspettati un passo o una riflessione da parte del Governo. Quanto meno su quelle disposizioni, su quei criteri della legge delega direttamente connessi all’istituto referendario”.
Cosa chiede oggi l’Associazione magistrati della Corte dei Conti?
“Chiediamo che il Governo soprassieda dall’attuazione della legge delega in quei punti che riguardano i poteri del Procuratore generale, i poteri di coordinamento del Procuratore generale nei confronti dei Procuratori regionali, che si estrinsecano in base alla legge delega nell’accesso diretto al fascicolo, nella co-firma dei decreti dell’invito a dedurre e delle citazioni, nell’avocazione in casi indefiniti e quindi con una forte compressione dell’autonomia dei Procuratori regionali”.
Questo è un aspetto importante. Ce ne sono degli altri?
“Chiediamo che non sia data attuazione a quelle parti della riforma che prefigurano forme di separazione delle funzioni e delle carriere e che non sia data attuazione a quella parte della delega che accorpa le istituzioni centrali e regionali, le funzioni giurisdizionali e di controllo, proprio in nome di quell’autonomia indipendenza che deve essere garantita dalla magistratura. Questo perché chi si è pronunciato in sede di controllo non deve pronunciarsi in sede giurisdizionale.
Questa è una riforma che riguarda gli amministratori ma anche i cittadini.
“Vogliamo cercare di sollecitare un dibattito nell’opinione pubblica. Il testo della legge è stato approvato, ha avuto il suo percorso parlamentare, è stato discusso nelle commissioni. Ora i decreti delegati sono in fase di redazione da parte del governo. Noi ci auguriamo che – – nel rispetto dei ruoli istituzionali – però si discuta, si crei un dibattito su questa questione. Come è stato fatto in occasione del referendum costituzionale”.



