Polito: “Corte dei conti e riforma Nordio: a rischio sono i diritti”

“La riforma della Corte dei Conti inciderà notevolmente sul tema dei diritti. Perché questi hanno dei costi e se ci sono meno risorse, i cittadini, quelli delle fasce più deboli, ne avranno delle conseguenze gravissime”. A denunciarlo, in un’intervista con La Magistratura, è Maria Teresa Polito, ex presidente della Sezione di controllo della Corte dei Conti per il Piemonte, bocciando la legge Foti, voluta dal ministro di Fratelli d’Italia e sostenuta da maggioranza e governo, di recente approvata dal Parlamento.

“Oltre alle grandi difficoltà che ci sono in materia di prescrizione per andare a perseguire grandi sprechi, il funzionario pubblico e l’amministratore pubblico, per il quale è addirittura prevista una prova ulteriore per dimostrare la sua responsabilità, risponderanno da ora soltanto del 30% del danno, o per due mensilità annuali della loro retribuzione. Quindi è chiarissimo che il resto del danno, il 70% o nel caso di danni ingenti, andrà a carico dei cittadini e quindi della collettività, che contribuiscono invece alla spesa pubblica con le tasse. Se ci sono meno risorse ci saranno meno servizi in sanità, in trasporti, alla scuola“, ha sottolineato Polito. Secondo cui, “se l’oggetto della riforma non è avere un’amministrazione più efficiente, ma è quello di deresponsabilizzare i politici e gli amministratori, il discorso di per sé è grave”. 

In vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla legge Nordio, infine, Polito spiega come ci sia un tratto comune rispetto ai rischi già denunciati con la legge Foti: “Noi vogliamo essere messi in condizione, nell’interesse dei cittadini, di poter continuare a fare il nostro lavoro, perché il controllo sulla spesa pubblica è un baluardo. Un tratto di comunanza in relazione alla nostra riforma, che è già in atto purtroppo, rispetto alla riforma più ampia della magistratura, è fare in modo che i magistrati si sentano meno autonomi, meno indipendenti. Ma non è un problema che riguarda i magistrati, è nell’interesse dei cittadini”. 

E ancora: “Va tanto di moda l’idea di non disturbare il manovratore, ma il governante è come tutti noi, per la Costituzione è sottoposto alla legge. La Costituzione non prevede zone d’ombra e io personalmente, che ho giurato su quella Costituzione, ritengo come tanti magistrati che vada rispettata, proprio in questo bilanciamento dei poteri, che è l’innovazione, ma anche un irrinunciabile profilo dello Stato di diritto”.