
La commissione Affari costituzionali sta usando il canguro per avere il ddl Nordio in Aula l’11 giugno
La riforma costituzionale voluta dal ministro Nordio che prevede la separazione delle carriere, il raddoppio del Consiglio superiore della magistratura e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare raccoglie un primato: l’utilizzo del canguro in commissione. È la prima volta che lo strumento regolamentare che salta a piè pari gli emendamenti presentati viene applicato in commissione su una riforma costituzionale.
Per dare il via libera è servito un parere della Giunta per il regolamento di Palazzo Madama, l’organo del Senato presieduto dallo stesso presidente Ignazio La Russa. Così ci sarà la possibilità di approdare all’esame dell’assemblea per l’11 giugno, la data prevista in capigruppo dalla maggioranza
Una via libera accompagnato a un invito alla moderazione, pronunciato dallo stesso La Russa. La seconda carica dello Stato ha parlato della “liceità del ricorso al canguro, ma con una raccomandazione al presidente di commissione alla prudenza”.
Il racconto dell’esperto
A spiegare il percorso è Giovanni Innamorati, cronista parlamentare dell’agenzia Ansa che ha seguito in questi anni numerosi dibattiti fra Camera e Senato. “I regolamenti parlamentari hanno una natura teleologica, finalistica, vale a dire sono finalizzati a permettere il confronto e il voto ordinato. Fatta questa premessa la via interpretativa a questi strumenti anti-ostruzionistici trova il limite nell’impedire il confronto di merito”, spiega a La Magistratura. E racconta il precedente del canguro in Aula, sempre al Senato del 2014. “In Senato fu introdotto il canguro sulla riforma costituzionale Renzi in prima lettura. Su di essa il confronto fu vero, effettivo, in Commissione, con un assenso bipartisan. Addirittura uno dei relatori era esponente di un partito di opposizione al governo, la Lega. In Aula arrivarono 7.850 emendamenti dai gruppi che si opponevano e il presidente Grasso adottò il canguro a partire dalla seduta del 29 luglio: con un solo voto ne decaddero 1.400. In quella occasione Grasso convocò la Giunta per il Regolamento che il 30 luglio stabilì con voto che il canguro era legittimo. È interessante tuttavia che Grasso, riferendo in aula nel pomeriggio del 30 l’esito della Giunta, promise che il canguro sarebbe stato applicato ‘con buon senso’. Qualcosa di analogo lo ha detto l’attuale presidente del Senato Ignazio La Russa la scorsa settimana”.
Sempre Innamorati parla della decisione della Giunta per il regolamento del Senato nei giorni scorsi. E ricorda che anche La Russa (“non felicissimo di questa decisione”) ha ribadito quanto espresso da Grasso oltre dieci anni fa, ovvero ha raccomandato il principio della prudenza. “Proprio la prudenza – dice Innamorati – è la regina delle sette virtù cardinali, è quella che le governa e le ordina. Prudenza non significa esitazione, indecisione, bensì attento discernimento dei fatti e delle circostanze. Ebbene In commissione Affari costituzionali del Senato vi erano solo 1900 emendamenti, ed erano quasi tutti di merito. La prudenza sta nel comprimere o meno il confronto di merito su una riforma, quella della separazione delle carriere, che modifica in profondità non solo il sistema della giustizia, bensì il profilo della nostra Repubblica. Espellere il pm dalla cultura della giurisdizione, come vuole fare questa riforma, allude a una serie di valori della nostra Costituzione, come l’uguaglianza e gli altri ad esso connessi, che verrebbero intaccati. Il confronto su questi temi è cangurabile?”, si chiede il cronista parlamentare.
Sul tema era intervenuto anche il costituzionalista Giuseppe Campanelli, parlando proprio a La Magistratura. “Parliamo di strumenti che tendono a superare l’ostruzionismo parlamentare e ad avere tempi certi. Il che è comprensibile quando si parla ad esempio di decreti legge che se non vengono convertiti decadono, meno se parliamo di riforma costituzionale che non ha un limite temporale entro cui deve essere approvata”, spiega Campanelli.
Le reazioni
Insomma il canguro è stato autorizzato ed è stato utilizzato. Con le opposizioni che contestano questa scelta. “Quanto accaduto in commissione è di una gravità assoluta, una vergogna. L’applicazione del cosiddetto canguro alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere rappresenta un precedente pericolosissimo e una ferita profonda alle regole del confronto democratico”. Dicono i capigruppo in commissione Affari costituzionali di Avs, M5S e Pd Peppe De Cristofaro, Alessandra Maiorino e Andrea Giorgis. “Non è accettabile che si consumi una simile prevaricazione: la Carta fondamentale su cui si basa la nostra Repubblica non è nella disponibilità del Governo e della sua maggioranza. Una forzatura inaccettabile che svilisce il ruolo del Parlamento e aggira l’articolo 138 della Costituzione, che impone un iter rigoroso per ogni modifica alla nostra Carta fondamentale. Su temi così delicati come l’assetto della magistratura e l’equilibrio tra poteri dello Stato, non si può procedere paralizzando il ruolo delle opposizioni”, aggiungono.
Il percorso
Il provvedimento in commissione Affari costituzionali però non è stato ancora chiuso. Anche se l’obiettivo dell’approdo in Aula l’11 giugno è prioritario per la maggioranza.
Domani si torna a votare, in una settimana in cui l’esame del decreto Sicurezza è la priorità per i lavori parlamentari. Probabile che servirà votare fino alla vigilia per poter avere l’esame in assemblea del disegno di legge nella data prevista.



