Restituire dignità all’esercizio della giurisdizione

Mai come quest’anno, in cui ricorre il triste anniversario di trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, ma anche alla luce delle recenti vicende che hanno coinvolto la magistratura, sia necessario affermare che il nostro impegno è, e sarà, quello di adottare tutte le iniziative possibili affinché venga riconosciuta all’esercizio della giurisdizione la dignità che le è propria.
Siamo consapevoli che perché ciò avvenga è necessario che si discuta, nel distretto e non solo, di tutti i temi che ci vedono coinvolti, da quello concernente l’indipendenza della magistratura, a quello relativo alle proposte di modifica della legge elettorale del CSM, da quello relativo ai criteri di nomina per gli incarichi direttivi e della loro durata, a quello dei rapporti con la politica.
Soltanto un serio confronto su questi argomenti, senza sconti ma anche senza pregiudizi, potrà consentire la individuazione di soluzioni idonee a garantire il rispetto dell’inalienabile principio di autonomia della magistratura e un esercizio della giurisdizione condiviso con la società.
Non intendiamo certo dimenticare, o mettere in secondo piano, le molte criticità che quotidianamente affrontiamo (il crescente numero dei procedimenti, la mancanza di risorse umane e materiali, la vetustà dell’edilizia giudiziaria, i carichi di lavoro gravosi a volta quasi da cottimo giudiziario, la visione quasi messianica e onnipotente dell’organizzazione e della gestione degli uffici giudiziari), così come siamo ben consapevoli del fatto che troppo spesso l’aumentata domanda di giustizia è dovuta all’attribuzione alla magistratura di un ruolo di supplenza rispetto a problematiche sociali che dovrebbero essere in altri luoghi e
soprattutto con altri mezzi affrontate.
Crediamo tuttavia fermamente che questo momento storico non consenta più a nessuno di noi di rimandare, di non affrontare la situazione di crisi in cui versa il sistema giudiziario.
Il distretto di Palermo, che spesso ha rappresentato un faro e un baluardo a difesa della democrazia di questo Paese, e un agente sensibile del cambiamento sociale, deve cogliere questa occasione affinché le non più evitabili questioni circa il ruolo della magistratura, i sistemi di autogoverno, i rapporti con la politica, la cd questione morale, diventino la base per una attività culturalmente vivace e dinamica dell’associazione che, non ignorando le critiche e le ragioni di tali critiche, ma anzi partendo da queste, riaffermi l’indipendenza della magistratura e la centralità del rapporto tra la giustizia e i cittadini.
L’ANM rappresenta la casa di tutti i magistrati, dei numerosi giovani che compongono il nostro distretto e di quelli che da anni con abnegazione svolgono le loro funzioni, e dunque l’ANM deve essere il luogo nel quale tutti noi, a prescindere dalla appartenenza o meno a un gruppo associativo, possiamo dibattere, incontrarci, confrontarci e dialogare, anche nella diversità di opinioni e di idee, sia sui “temi caldi” cui più volte abbiamo fatto riferimento, sia
facendo attenzione alle singole problematiche che riguardano il lavoro quotidiano dei magistrati del distretto, nonché ai problemi individuali del singolo collega, con assoluta obiettività.
Vogliamo essere presenti e vicini a tutti i magistrati del distretto e in tal senso speriamo di attuare presto iniziative concrete e efficaci, chiedendo però a tutti di partecipare attivamente alla vita associativa e al dibattito, e a questo fine speriamo in assemblee largamente partecipate.
Nella piena consapevolezza che la nostra funzione è rivolta al cittadino, crediamo che occorra non solo guardare alle problematiche quotidiane, alle cause del malfunzionamento del sistema la cui risoluzione è fondamentale per offrire un buon servizio al cittadino, ma anche alle questioni circa il legittimo fondamento dell’esercizio della giurisdizione, prioritario presidio di garanzia della legalità, perché solo così si può recuperare la piena
fiducia dei cittadini fruitori di tale esercizio.

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Abstract della Relazione della Ges di Palermo per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022

In foto: Van Gogh