
Il dibattito sulla riforma della giustizia torna a investire l’Ufficio per il Processo. Mentre ANM e CSM discutono del futuro degli addetti, al centro del confronto fra magistratura associata e ministero della Giustizia, entra nel confronto anche il Comitato Idonei UPP 2024, presieduto da Stefania De Luca, con un comunicato che chiede con forza nuovi scorrimenti della graduatoria — ferma al 30 giugno scorso — e una proroga almeno fino al 31 dicembre 2026.
«L’Ufficio per il Processo, inteso quale struttura autonoma, con funzioni peculiari e distinte rispetto alle cancellerie, ha assunto in pochi anni un ruolo essenziale e ormai imprescindibile all’interno di Corti e Tribunali», scrive il Comitato, che ricorda come il personale PNRR abbia prodotto risultati misurabili nello smaltimento dell’arretrato giudiziario, pur operando in condizioni di sottodimensionamento.
Il nodo, per il Comitato, non è solo la stabilizzazione del personale in servizio: «Una soluzione limitata alla sola stabilizzazione — peraltro parziale — del personale attualmente in servizio rischierebbe di rivelarsi insufficiente e, sotto alcuni profili, persino controproducente, se non accompagnata dalla stabilizzazione del modello stesso di Ufficio per il Processo sviluppato sino ad oggi».
La richiesta è di estendere il modello anche agli uffici esclusi dal d.lgs. n. 151/2022 — Procure della Repubblica, Tribunali di Sorveglianza e altre articolazioni dell’amministrazione giudiziaria — attingendo alla graduatoria del concorso UPP 2024, ancora vigente ma prossima alla scadenza.
«La realtà dei fatti è semplice: il modello ha funzionato. Ha prodotto risultati concreti e misurabili», conclude il documento. «Se la macchina giudiziaria oggi sta funzionando e sta producendo risultati concreti, la domanda che poniamo alle istituzioni è semplice: perché arrestarne il cammino?»



