Riforma Nordio, la prossima settimana l’ok del Senato

Roma Camera dei deputati comunicazioni della Presidente del Consiglio in vista del prossimo consiglio europeo nella foto Carlo Nordio

Il 22 luglio il voto finale, l’Aula ha concluso l’esame dei singoli articoli

Gli obiettivi del Pnrr sono a rischio, la digitalizzazione del processo penale al palo, le carceri al limite del collasso ma governo e maggioranza puntano ad un unico obiettivo: la riforma Nordio che, come ammesso dallo stesso ministro, non avrà alcuna ricaduta sui problemi quotidiani dell’amministrazione della giustizia nel nostro Paese.

E così dopo l’esame blindato e il voto sui singoli articoli, il Senato si appresta a votare il ddl il 22 luglio per la seconda lettura. Nessuna delle obiezioni sollevate non solo dalla magistratura ma da moltissimi giuristi ha trovato ascolto. Così come non hanno trovato spazio di discussione i circa 1300 emendamenti presentati in Parlamento dalle opposizioni. Con un risultato singolare per una riforma che modifica in modo così significativo la Costituzione: il testo del disegno di legge è identico a quello uscito oltre un anno fa dal Consiglio dei ministri.

Da settembre il governo punta a riprendere alla Camera per la terza lettura, con l’obiettivo annunciato ma non scontato di arrivare al via libera definitivo entro la fine dell’anno o l’inizio del 2026 e promuovere il referendum confermativo in primavera. In questi mesi l’Anm ha più volte chiesto al governo ascolto su alcuni punti della riforma che non incide sull’efficienza della macchina giudiziaria ma punta a ridurre autonomia e indipendenza della magistratura. Rilievi rimasti inascoltati, nonostante le occasioni di confronto.