Referendum, la vittoria del No e della Costituzione

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Un risultato netto e chiaro. Al referendum costituzionale il No prevale con una percentuale del 53,2 per cento contro il 46,8 del Sì e uno scarto di oltre due milioni di voti al termine di una campagna che ha visto il Comitato Giusto dire No e la magistratura impegnati sul territorio a spiegare i contenuti della riforma nel merito. Un impegno ripagato dall’alta affluenza, il 58,9%, ben oltre le aspettative per un referendum su una materia considerata da molti “troppo tecnica”. E la grande partecipazione dei giovani.

“Ha vinto la Costituzione”, la nota dell’Anm

“Un bel giorno per il Nostro Paese, non per la magistratura ma per tutte le cittadine e i cittadini – si legge nella nota della Giunta dell’Anm – che sottolinea come questo non sia “un punto di arrivo ma di partenza”. “Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione”. L’Associazione nazionale magistrati sottolinea anche come la relazione con la società civile abbia arricchito la magistratura. “Sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese. Abbiamo assistito a una mobilitazione importante che nasce dal confronto con la società civile e che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che è il modo migliore per festeggiare gli 80 anni di suffragio universale”.

Giusto dire No: straordinaria prova di democrazia

“Una straordinaria prova di democrazia” l’ha definita Enrico Grosso, presidente onorario del Comitato che ha battuto l’Italia in lungo e in largo per spiegare perché la riforma era sbagliata. Grosso ha ringraziato tutti gli elettori, anche quelli che hanno votato sì ricordando che da anni “non si vedevano così tante persone andare a votare dopo che ci è stato detto che gli italiani avevano perso ogni affezione verso la cosa pubblica. L’idea che questo nuovo entusiasmo sia stato suscitato da una questione che ha direttamente a che fare con la Costituzione, da costituzionalista mi emoziona. Lasciatemi anche dire quanto sia felice del dato del voto giovanile. Il fatto che i giovani, che si diceva essere sempre meno interessati dalla politica, si siano così entusiasmati per la loro Costituzione mi ha davvero allargato il cuore”.

Anche da parte del presidente esecutivo Antonio Diella una riflessione sulla campagna che è stata portata avanti negli ultimi mesi: “Secondo tanti avevamo poco da dire e poco da fare, invece dopo il lavoro di questi mesi, la testardaggine nel voler spiegare il senso della riforma, il perché secondo noi questa riforma fosse pericolosa per l’equilibrio dei poteri e che non cambiava nulla del servizio giustizia dobbiamo prendere atto con soddisfazione, ma io continuo a dire come emozione della prevalenza dei No”.

E poi il ringraziamento del Comitato a tutti coloro che hanno contribuito al risultato. “Per aver scelto di informarvi, di prendere posizione, di non restare in silenzio davanti a possibili stravolgimenti della nostra Costituzione. Insieme abbiamo dimostrato che la partecipazione è ancora la nostra forza più grande”.