“Il coraggio della giustizia”, a Roma la mostra su Vittorio Occorsio

Foto Archivio di Stato e Archivio Fondazione Occorsio

Dal 12 marzo al 23 aprile l’esposizione dedicata al magistrato ucciso dai terroristi di Ordine nuovo nel 1976.

 

Ci sono le sentenze e gli atti giudiziari su alcune delle vicende più complesse della storia del nostro Paese. Ci sono i telegrammi di condoglianze inviati da Aldo Moro e da Enrico Berlinguer alla famiglia Occorsio, gli oggetti personali del giudice, la toga, alcune registrazioni audio. E ci sono i volantini di rivendicazione che gli assassini di Vittorio Occorsio lasciarono sul suo corpo subito dopo averlo ucciso. Si intitola “Il coraggio della giustizia” la mostra dedicata alla figura di Vittorio Occorsio, assassinato 50 anni fa dai terroristi di Ordine nuovo, il 10 luglio del 1976. Un ricordo voluto dalla Fondazione Vittorio Occorsio, in collaborazione con l’Archivio di Stato, e pensata soprattutto per parlare alle nuove generazioni attraverso una serie di documenti che raccontano gli anni di piombo. Un’iniziativa che si inserisce nelle attività dedicate alla memoria di Occorsio, il primo giudice ucciso a Roma per mano dei terroristi. E così il percorso espositivo attraversa diversi capitoli della storia di quegli anni: il Piano Solo, la Strage di Piazza Fontana, il processo al movimento Ordine Nuovo, la rivendicazione dell’attentato e i processi che portarono all’individuazione di esecutori e mandanti dell’omicidio Occorsio. La mostra ricostruisce la figura e il lavoro del giudice, attraverso documenti originali – alcuni inediti – fascicoli giudiziari, sentenze e materiali d’archivio. Con l’obiettivo di offrire al pubblico un’occasione di conoscenza e riflessione su una stagione cruciale della storia della Repubblica italiana, evidenziando il valore della giustizia, del ruolo della magistratura, dell’impegno delle istituzioni democratiche.

Tra i primi visitatori un gruppo di studenti di scuole medie e istituti superiori.  “Abbiamo deciso di dedicare ai ragazzi la prima giornata di apertura della mostra per il desiderio di restituire soprattutto a loro la complessità degli eventi che hanno segnato la vita collettiva del nostro Paese tra gli anni Settanta e gli Ottanta”, ha detto Susanna Occorsio, figlia del magistrato: “la mostra è il racconto dei passaggi cruciali della storia d’Italia attraverso il lavoro di chi, in anni segnati da tensioni politiche, terrorismo e violenza, cercava di far emergere la verità con costante impegno e applicazione della legge”.

“A 50 anni dalla morte del magistrato Vittorio Occorsio siamo lieti di ospitare la mostra della Fondazione a lui dedicata, per onorare la memoria di un uomo ucciso dall’odio politico per il suo rigoroso servizio reso allo Stato e per insegnare a costruire una nuova coscienza civile, specie tra i giovani: in questa funzione i documenti archivistici sono essenziali” spiega Antonio Tarasco, direttore generale degli archivi.

Durante l’apertura della mostra, dal 12 marzo al 23 aprile, saranno accolte diverse classi scolastiche che partecipano al progetto “La Giustizia adotta la Scuola”. Dopo Roma, l’esposizione toccherà altre città italiane – tra cui Milano, Firenze, Napoli, Palermo e Cagliari, fino al 2029, anno del centenario della nascita del magistrato. I documenti esposti provengono dall’Archivio di Stato di Roma; dall’Archivio di Stato di Firenze; da Rai Teche; dal ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica – Servizio Polizia Scientifica; dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia e dalla famiglia Occorsio.

La mostra è allestita presso la Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, in Corso del Rinascimento 40, ed è visitabile dal 12 marzo al 23 apriledal martedì al venerdì, dalle ore 14.00 alle ore 18.00.