Iaj: volontà popolare respinge la riforma della magistratura in Italia

IAJ MEETING ANNUALE

Un comunicato all’apparenza sintetico che racconta, tuttavia, molto dell’attenzione e preoccupazione che la magistratura internazionale ha riservato alla riforma Nordio sin dal suo primo passaggio in Parlamento fino alla bocciatura al referendum del 22-23 marzo. La nota è pubblicata sul sito dell’Associazione internazionale dei magistrati, dedicata appunto all’esito della consultazione, in cui si sottolinea come “il disegno di legge costituzionale voluto dal governo è stato decisamente respinto dal voto popolare”.

“Durante la campagna referendaria – si legge ancora – diversi membri del governo hanno implicitamente riconosciuto che il vero obiettivo della riforma era ridurre l’indipendenza della magistratura diminuendo i poteri di giudici e procuratori e aumentando il controllo politico sul sistema giudiziario. Il capo di gabinetto del Ministro della Giustizia ha addirittura dichiarato che la riforma era intesa a liberarsi della magistratura, descrivendo i giudici  come plotoni di esecuzione. L’Iaj ricorda inoltre tutti gli interventi assunti dalla magistratura associata europea e internazionale sulle criticità della riforma: dalla Risoluzione di Varsavia dell’aprile 2024 adottata dall’assemblea generale dell’Associazione europea fino a quella di Baku dell’ottobre 2025, sottoscritta dal Consiglio direttivo dell’Iaj. E si fa riferimento anche la lettera della Relatrice speciale delle Nazioni Unite per l’indipendenza dei giudici Margaret Satterthwaite inviata al governo italiano il 23 ottobre 2025. Nel documento Satterthwaite indicava in modo dettagliato le preoccupazioni sul contenuto della riforma, sollecitando una revisione attenta volta ad assicurare il rafforzamento dell’indipedenza della magistratura e a salvaguardare i diritti individuali ad un processo equo da parte di un tribunale competente, indipendente e imparziale.

Una serie di passi che hanno accompagnato, da lontano ma con il peso delle istituzioni che li hanno compiuti, tutto l’iter della legge Nordio, prima della sua bocciatura nelle urne.