
Una mostra collettiva di fumettiste e fumettisti per dire no alla legge Nordio in occasione del referendum del 22 e 23 marzo. L’inaugurazione alla libreria Tic – Libri e cose fantastiche di Trastevere, a Roma. Una mobilitazione collettiva di artisti che mettono le loro matite per una causa civile, per la difesa della Costituzione.
La mostra, curata da Guido Siliotto, è stata aperta da Rocco Gustavo Maruotti, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati.
“Abbiamo iniziato a parlare di questa riforma nel 2024 e ora siamo alla fine di questa campagna referendaria”, racconta Maruotti. “La nostra Costituzione è un modello di riferimento. Eppure chi sostiene il sì sta parlando di tutto fuorché del merito, basti pensare alle parole del capo di gabinetto del ministro Nordio che parla di ‘togliere di mezzo’ i magistrati”.
Maruotti ha portato un contributo alla mostra da parte dell’Anm. Una illustrazione di qualche anno fa. Quella delle cosiddette “rose spezzate”, che rappresentano i magistrati uccisi da mafia e terrorismo.
Nella mostra tanti piccoli capolavori. Le opere di Eliana Albertini, Simone Angelini, Andrea Bruno, Pablo Cammello, Adriano Carnevali, Francesco Cattani, Marco Cazzato, Gianluca Costantini, Federica Ferraro, La Came, Maicol & Mirco, Mario Natangelo, Andrea Piccardo, Luca Ralli, Silvia Rocchi, Davide Toffolo. Tutte sulle ragioni del No al referendum.
C’era anche Francesca Vecchioni, presidente di Diversity Lab. “I magistrati fanno rispettare la legge, il loro ruolo è fondamentale. Il diritto serve a costruire una società in cui nessuno ha più potere di qualcun altro. La legge deve essere uguale per tutti e per tutte”. Il punto di vista di chi si occupa ogni giorno di diritti ed è spaventato dalle conseguenze di questa riforma costituzionale.



