
L’assemblea dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti ha approvato all’unanimità una mozione contro la legge delega n. 1/2026 sulla riforma della magistratura contabile. Proclamato lo stato di agitazione, chiesto un incontro a Palazzo Chigi.
L’Assemblea dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti (AMCC) ha approvato, lo scorso 19 giugno, all’unanimità una mozione di contrarietà ad alcuni criteri contenuti nella legge delega n. 1/2026 in materia di riforma della magistratura contabile. Il documento proclama lo stato di agitazione della categoria e chiede l’apertura di un confronto con il Governo sulle modifiche ordinamentali in corso di definizione.
Nel mirino dell’Associazione, in particolare, tre nodi considerati strutturalmente critici: la gerarchizzazione delle Procure regionali, l’esercizio unitario delle funzioni di controllo e giurisdizionali e l’introduzione di forme di separazione delle funzioni e delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti. Misure che, secondo l’AMCC, risultano lesive «dell’indipendenza e terzietà del magistrato e del corretto equilibrio tra le funzioni intestate alla Corte dei conti».
La riforma, avvertono i magistrati contabili, rischia inoltre di indebolire il sistema dei controlli sulla gestione delle risorse pubbliche – funzione centrale nel mandato istituzionale dell’organo.
L’Assemblea, che resterà convocata in via permanente, ha formalmente chiesto un incontro alla presidente del Consiglio per rappresentare le criticità del progetto. È stata annunciata anche una campagna di comunicazione pubblica e istituzionale. Ulteriori iniziative di protesta restano subordinate alla disponibilità delle bozze dei decreti legislativi attuativi.



