
“Un gesto gravissimo, che offende la memoria di Antonino e Stefano Saetta e colpisce un simbolo della lotta alla mafia. La memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia non può essere sfregiata. A questo gesto vile deve corrispondere una risposta ancora più forte e determinata contro la mafia e contro ogni forma di cultura mafiosa”. Con queste parole la Giunta Esecutiva Sezionale dell’ANM Palermo ha condannato l’atto vandalico compiuto ai danni del monumento dedicato al giudice Antonino Saetta, nel Giardino dei Giusti di Canicattì.
L’opera è stata danneggiata nella notte tra il 12 e il 13 settembre, quando ignoti hanno spezzato la foglia dedicata al magistrato all’interno del giardino, nella villa comunale della città. Il monumento, realizzato nell’area verde destinata alla memoria delle vittime di mafia, è composto da due grandi foglie attorno alle quali sorgono sette germogli con i nomi di altrettante figure simbolo della legalità: Antonino Saetta, il giudice Rosario Livatino, padre Gioacchino La Lomia, il medico Antonino Sciascia, Pietro Ivano Nava, testimone dell’omicidio di Livatino, il maresciallo Calogero Vaccaro e Moshe Bejski, ideatore del Giardino dei Giusti. Lo sfregio è stato commesso a pochi giorni dal trentottesimo anniversario dell’omicidio del magistrato. Saetta fu ucciso dalla mafia insieme al figlio Stefano il 25 settembre 1988. L’episodio precede di pochi giorni l’apertura della Settimana della legalità, il calendario di iniziative con cui Canicattì ricorda ogni anno le vittime di mafia, in programma dal 20 al 26 settembre e dedicato ai giudici Livatino e Saetta.
Nello stesso Giardino dei Giusti, il prossimo 22 settembre è prevista l’installazione di un’opera dedicata al maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli, ucciso da Cosa Nostra il 4 aprile 1992.



