L’assemblea Anm in difesa della Costituzione

Assemblea Anm - 15 dicembre 2024

Ok a mozione unitaria, Comitato a difesa Carta e sciopero contro riforma

Un lungo applauso accoglie nell’Aula Magna della Corte di cassazione il documento unitario dell’Associazione nazionale magistrati per una mobilitazione in difesa della Costituzione e contro la riforma per la separazione delle carriere. Si chiude così l’assemblea straordinaria dell’Anm, con una grande partecipazione: oltre 700 presenti e in tutto 2000 delegati. Una giornata segnata dal dibattito appassionato sugli attacchi alla magistratura, sulle riforme messe in campo dal governo e soprattutto sul disegno di legge costituzionale per la separazione delle carriere.

Il documento approvato dall’assemblea straordinaria

L’Associazione – si legge nel documento finale – esprime un giudizio fortemente negativo sul provvedimento che “stravolgendo l’attuale assetto costituzionale e l’equilibrio tra i poteri dello Stato, sottrae spazi di indipendenza alla magistratura, riducendo le garanzie e i diritti di libertà per i cittadini”. Scrive ancora l’Anm: “la separazione delle carriere non risponde ad alcuna esigenza di miglioramento del servizio giustizia, ma determina l’isolamento del pubblico ministero, mortificandone la funzione di garanzia e abbandonandolo ad una logica securitaria, nonché ponendo le premesse per il concreto rischio del suo assoggettamento al potere esecutivo”.

Le iniziative contro la riforma

Nella mozione approvata dall’assemblea si stabilisce di avviare immediatamente una mobilitazione culturale per sensibilizzare l’opinione pubblica, attraverso una serie di iniziative a partire “dall’immediata istituzione di un comitato operativo a difesa della Costituzione aperto all’avvocatura, all’università, alla società civile, indipendente da ogni ingerenza politica, anche in vista di una possibile consultazione referendaria”.
E ancora una manifestazione nazionale dopo l’eventuale approvazione in prima lettura della proposta di riforma e una protesta da organizzare in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, oltre ad un confronto e sinergie con le altre magistrature. Nell’elenco delle azioni da intraprendere, oltre ad una campagna di comunicazione, il coinvolgimento delle istituzioni europee che monitorano sull’indipendenza e l’autonomia della magistratura. E l’indizione di una o più giornate di sciopero per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli della riforma.

Gli interventi in Assemblea

L’assemblea straordinaria del 15 dicembre ha visto non solo una grande partecipazione in termini numerici ma anche una grande presenza di giovani, a partire dai magistrati tirocinanti che si sono appena iscritti all’Associazione.

GI lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente, Giuseppe Santalucia, con un appello all’unità “per far valere, con rispetto profondo per il Parlamento che dovrà decidere ma con altrettanta profonda convinzione della bontà dei nostri argomenti, una contrarietà alla riforma che non ha nulla di corporativo, che non esprime sentimenti di gretta conservazione o autoconservazione, che non mira a mantenere chissà quali privilegi”. In gioco c’è molto di più ha spiegato il presidente dell’Anm; per Santalucia si punta solo “all’indebolimento del Csm, della magistratura e della sua attività associativa” e il provvedimento voluto da governo “rappresenta uno strappo del tessuto costituzionale”.

Dal palco il segretario generale Salvatore Casciaro ha scandito: il quesito vero è “volete ancora dei magistrati indipendenti dalla politica? Questa è la domanda che speriamo i cittadini comprendano. E mi auguro che a questo quesito sia data la risposta che tutti noi ci attendiamo”. Casciaro ha ricordato che nel ddl ci sono previsioni “fuori dallo stato di diritto dell’Unione europea”, come l’attribuzione all’Alta Corte della funzione disciplinare o il sorteggio “un inedito per un organo di rilevanza costituzionale com’è il Csm, mentre c’è una raccomandazione del Consiglio d’Europa che impone il contrario, e cioè di permettere ai magistrati di potere scegliere i propri rappresentanti negli organi di autogoverno tra i loro pari”.

Infine la vicepresidente Alessandra Maddalena ha sottolineato come “ i magistrati hanno il compito di far rispettare i diritti e le garanzie delle persone. Non di cooperare con il governo. Se salta questo principio, facciamolo capire ai cittadini, salta lo Stato di diritto”. Di qui l’invito a stare molti attenti “perché prima che la Costituzione venga cambiata con questa pericolosa scellerata riforma, la magistratura potrebbe essere stata già irreversibilmente trasformata, indebolita, burocratizzata, zittita”.

Comunicare gli effetti della riforma, cambiare il clima, restare uniti. Questo il leitmotiv di moltissimi degli interventi degli iscritti che hanno animato l’assemblea fino al voto finale. Appuntamento ora con la prima delle iniziative programmate.