
Si è tenuto ieri nell’aula magna della Corte d’appello di Salerno “Giustizia, tra riforme e prospettive”, un ampio dibattito sulla situazione della giustizia alla presenza del ministro Carlo Nordio e del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, organizzato dalla Camera penale salernitana.
Tra gli interventi, quello di Maria Zambrano, presidente distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, del procuratore capo della Repubblica Giuseppe Borrelli, di Antonino Sessa, ordinario di diritto penale dell’Università di Salerno, Beniamino Migliucci, già presidente dell’Unione delle Camere penali, e Michele Sarno, presidente della Camera penale.
Il dibattito
Nucleo centrale del convegno, la discussa riforma della magistratura.
Un’occasione per la presidente Zambrano per spiegare le ragioni dell’abbandono dell’aula di magistrati, giovani magistrati e magistrati in pensione nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. «Lo stato d’animo di ciascuno di noi – ha spiegato – era quello di donne e uomini che vivono con serietà ed orgoglio la consapevolezza di rappresentare e servire lo Stato, e che ogni giorno cercano di dare il meglio, nelle singole realtà in cui operano, per prestare il loro servizio ai cittadini». «Un gesto sofferto e doloroso – ha aggiunto – non uno sgarbo istituzionale».
La presidente Zambrano ha avuto inoltre modo di presentare al ministro della Giustizia le già note criticità in cui il distretto di Salerno si trova a operare, con gravi carenze di organico a fronte di una realtà territoriale estremamente complessa, complessità in cui «si sono innestate le criticità legate all’avvio del processo penale telematico e di App».
«La ragione di quel gesto era la ferma convinzione che la riforma della Giustizia in corso di approvazione al Parlamento non potesse avere, come non avrà, alcun effetto migliorativo sull’amministrazione della giustizia. Perché né la separazione delle carriere, né il sorteggio dei membri togati del Csm, né l’istituzione dell’Alta corte possono eliminare o anche solo ridimensionare le inefficienze del sistema», ha concluso la presidente della Ges di Salerno.
La risposta del governo
«Io per primo» ha ammesso nel suo intervento il ministro Nordio «riconosco e ho sempre riconosciuto che questa riforma che noi stiamo facendo ha sicuramente delle criticità e ci sono o c’erano delle buone ragioni per criticarla e, magari, per portare dei contributi di miglioramento. Il fatto è che questi contributi di miglioramento non sono mai arrivati. O meglio non sono mai arrivati dalla magistratura».
Una visione contestata dall’Associazione nazionale magistrati. Visto che i tentativi di confronto «sono avvenuti sempre in un clima di quotidiani attacchi alla magistratura», ha precisato Zambrano.



