
Dal meeting dell’Associazione europea giudici risoluzioni su Italia, Grecia, Ungheria e Repubblica Ceca
Continuare a tutelare l’indipendenza della magistratura, sempre più a rischio in molti Paesi. Si chiude con questo imperativo il meeting dell’Eaj, l’Associazione europea dei giudici che si è tenuto Yerevan in Armenia dove per tre giorni la magistratura associata del vecchio continente ha ragionato e si è confrontata sulle minacce allo Stato di diritto in molti Paesi.
Il presidente Eaj, Mikael Sjöberg traccia un bilancio in un colloquio con La Magistratura: “Per i giudici è sempre più difficile lavorare, in molti paesi europei lo Stato di diritto è minacciato da politici, governi e media, ma è fondamentale avere fiducia nell’esercizio della giurisdizione, questa è la chiave della democrazia, avere giudici liberi e indipendenti”.
Le risoluzioni su Italia, Grecia, Repubblica ceca e Ungheria
Dal meeting sono arrivate nuove risoluzioni sui singoli Paesi; oltre che sull’Italia, su Grecia, Repubblica ceca, Ungheria. In un’intervista video con La Magistratura il segretario generale dell’associazione internazionale del giudici, Giacomo Oberto spiega: “I problemi sono sempre gli stessi. I tentativi da parte del potere esecutivo, da parte del potere politico di mettere in qualche modo il controllo sul potere giudiziario, di limitare l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati; questo si attua purtroppo in tanti vari modi e quindi abbiamo capito che cercare di rispondere in maniera unitaria e conoscere l’esperienza maturata da parte di altri ordinamenti, di altri sistemi, di altri poteri giudiziari, può aiutare a arrivare a una qualche soluzione”.
A rappresentare l’Anm gli esponenti della giunta esecutiva centrale, Monica Mastrandrea, direttrice La Magistratura e Sergio Rossetti. Che osserva: È emerso come il problema dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura nei moderni Stati democratici sia un problema, un tema trasversale, che riguarda gran parte dell’Occidente, le cui politiche populiste rimettono in discussione i principi consolidati della liberal democrazia”. 
In una nuova risoluzione sulla riforma costituzionale all’esame del parlamento italiano, l’EAJ ha espresso preoccupazione, invitando il governo ad abbandonare il progetto di riforma costituzionale.
Il documento sull’indipendenza materiale dei giudici
Nel corso dell’appuntamento sono stati esposti e affrontati i risultati dei tre gruppi di lavoro. Uno che si occupa dei singoli Paesi delle associazioni nazionali che fanno parte della rete europea. Un altro, denominato Ways to Bruxelles, istituito per monitorare le iniziative legislative delle istituzioni Ue che possono avere un impatto sul sistema giudiziario degli Stati membri. Infine il terzo gruppo si è occupato in particolare di salari e pensioni, anche questi elementi legati al tema dell’indipendenza della magistratura. Su questo tema delicato è stato adottato un documento in cui si ribadisce che l‘indipendenza materiale è un elemento fondamentale dell’indipendenza giudiziaria e si evidenziano, attraverso 22 punti, gli step necessari per mantenerla secondo l’Associazione.
La solidarietà ai colleghi Usa
Grande attenzione anche a quanto sta accadendo oltreoceano. In una missiva di sostegno ai giudici statunitensi si legge che l’Eaj e i suoi membri (34 Associazioni nazionali) seguono i recenti sviluppi con grande preoccupazione ed esprimono solidarietà ai colleghi sotto pressione negli Stati Uniti. “Il ruolo dei giudici è fondamentale per il mantenimento dello stato di diritto. Non c’è democrazia senza una magistratura forte e indipendente”. Sostegno apprezzato dall’Associazione dei giudici federali con una lettera di ringraziamento.




