Minori, l’Anm in audizione: “La presunzione di capacità tradisce il processo a misura di minore”

Nella memoria depositata in Commissione Giustizia i rilievi sulla riforma dell’art. 98 c.p.: rischi per il diritto di difesa, dubbi di costituzionalità e aumento di costi e tempi processuali

L’Associazione nazionale magistrati è stata audita in Commissione Giustizia alla Camera nell’ambito dell’esame dei progetti di legge recanti “Modifiche in materia di imputabilità del minore”. A rappresentare l’ANM era presente Domenico Pellegrini, presidente della Commissione Minori e Famiglia.

Il contenuto della riforma. Il progetto di legge n. 3080 aggiunge un periodo al primo comma dell’art. 98 c.p.: «Nei casi di cui al primo periodo la capacità di intendere e di volere del minore si presume fino a prova contraria». Interviene inoltre sull’art. 9 del d.P.R. 448/1988, sopprimendo al comma 1 il riferimento all’imputabilità e introducendo un comma 1-bis autonomo, che consente a pubblico ministero e giudice di «altresì acquisire elementi ai fini del giudizio sull’imputabilità». La soglia dei quattordici anni non viene toccata dal testo, mentre il suo abbassamento è oggetto del progetto n. 2720.

I rilievi critici. Secondo l’ANM la riforma cambia il punto di partenza del ragionamento sul giudizio individualizzato: l’imputabilità smette di essere una componente ordinaria dell’indagine sulla personalità e diventa un approfondimento solo eventuale. Il testo non chiarisce se la presunzione sia “debole” o “forte”, ma la modifica dell’art. 9 orienta verso la seconda lettura, con un sostanziale spostamento dell’onere probatorio sulla difesa. Ne deriva un problema di effettività delle garanzie per i minori privi di risorse familiari, culturali ed economiche, e quindi una disparità di trattamento tra minorenni.

I profili di costituzionalità. La memoria, depositata dall’Associazione, segnala poi possibili contrasti con l’articolo 3 della Costituzione, per l’equiparazione sotto un’unica presunzione di una fascia d’età estremamente eterogenea. Quindi con l’articolo 27, perché la responsabilità personale presuppone l’accertamento effettivo della capacità e con l’articolo 31, sulla tutela dell’infanzia e della gioventù. L’ANM parla di scorciatoia probatoria che erode il principio di colpevolezza e, con l’eventuale abbassamento della soglia a tredici anni, di un ritorno a principi ottocenteschi che lo stesso codice Rocco aveva superato.

L’effetto sui tempi e sui costi. Secondo il punto di vista dell’ANM, contrariamente a quanto indicato nella scheda tecnica, la presunzione non produrrebbe risparmi. Le difese sarebbero indotte a chiedere sistematicamente perizie psichiatriche, unica prova opponibile alla presunzione, con allungamento dei processi e costi crescenti per l’erario, considerato il largo ricorso al patrocinio a spese dello Stato nei procedimenti minorili.