Home Attualità Il Comitato Avvocati per il No in campo contro la legge Nordio

Il Comitato Avvocati per il No in campo contro la legge Nordio

Intervista al presidente Franco Moretti: “Un provvedimento che altera la separazione dei poteri”.

C’è un trend in continua crescita, e i dati lo dimostrano. Da quando è nato, il Comitato degli avvocati per il No, il 10 dicembre 2025, registra una media di 10 avvocati al giorno. “Il giudice è già terzo, la riforma non risolverebbe un falso problema” lo slogan scelto dal gruppo di professionisti guidati dall’avvocato Franco Moretti che in occasione  dell’iniziativa “La Costituzione è di tutti noi. Difendiamola”, promossa a Roma da Giusto dire No insieme ad accademici e personalità del mondo della cultura spiega perchè il provvedimento va bocciato.

“Questa è una riforma per pochi, che costituisce una forma di invadenza della politica nella magistratura. Io credo che quando la politica vuole rafforzare la propria presenza lo faccia per un fine particolare. Viviamo un periodo, non soltanto a livello nazionale ma anche internazionale, in cui vige il principio per cui ‘la politica non si processa’. Io credo, e come me tanti colleghi avvocati, che questo sia un principio profondamente sbagliato. E che i cittadini debbano essere tutelati rispetto a una politica che rivendica privilegi che non hanno ragione di essere”.

Nonostante la campagna per il Sì portata avanti dal Consiglio nazionale forense e dall’Unione delle Camere penali, sono diverse centinaia i legali che si sono schierati da settimane contro il testo voluto dal ministro della Giustizia. Un numero in costante crescita, come sottolinea Moretti: “Non è vero che tutta l’Avvocatura è schierata a favore della legge Nordio. Noi abbiamo costituito questo comitato in maniera molto spontanea, lo scorso 10 dicembre. Siamo partiti con 11 avvocati, adesso siamo 450: è un comitato nazionale, presente in tutta Italia e che copre tutti i distretti di Corte di Appello. C’è stato un trend medio di crescita in questo periodo di 10 avvocati al giorno. Siamo molto soddisfatti. Senza voler intendere questa nostra posizione come una competizione con l’altra parte dell’Avvocatura, ma abbiamo ritenuto doveroso in una logica di dialettica politica in senso lato far sapere che una parte non era a favore di questa riforma”.

Moretti spiega le ragione della sua contrarietà: “Da avvocato mi preoccupa che, al di là della questione relativa alla separazione delle carriere che considero un orpello, questa è una riforma che fa saltare completamente gli equilibri del CSM e della giustizia disciplinare. E li fa saltare attraverso un meccanismo di sorteggio pilotato della parte politica che ha l’effetto di rafforzare quest’ultima e di indebolire invece la parte della magistratura. L’indipendenza della magistratura è una garanzia per tutti i cittadini, quindi difendere i cittadini, secondo noi del comitato, significa anche difendere la magistratura, mentre questa riforma costituisce una forma di invadenza della politica nella magistratura”.

Rispetto alle ragioni che hanno spinto la maggioranza dei colleghi avvocati a sostenere la legge Nordio, Moretti precisa: “Credo che abbiano accolto con grande entusiasmo questo segmento della riforma, secondario, della riforma della separazione delle carriere. Avranno pensato ‘portiamolo a casa e poi si vedrà’. Ma io credo invece che non si debba portare a casa, anche se si è d’accordo, una separazione delle carriere che è infettata da un’alterazione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato”.

Qui l’intervista integrale a Franco Moretti:

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