Con 165 voti favorevoli e 80 contrati la Camera ha approvato in via definitiva, nella tarda serata di mercoledì 5 agosto, il decreto giustizia-migranti. Il testo, che era stato varato dal governo nel mese di giugno e doveva essere convertito entro l’11 agosto, interviene in due campi: amministrazione della giustizia e immigrazione, recependo su questo punto il patto Ue su migrazione e asilo.
Le norme su migrazione e asilo
Il testo del decreto convertito in legge riforma le procedure di protezione internazionale e il sistema dei trattenimenti e delle impugnazioni, in attuazione del nuovo quadro Ue in materia di migrazione e asilo. Cambiano i tempi delle procedure di asilo e le regole sugli accertamenti per gli stranieri fermati alle frontiere o soccorsi in mare, con l’introduzione di controlli sanitari e del fermo amministrativo. La competenza sui ricorsi in materia di protezione internazionale, compresa la convalida del trattenimento ordinario e nelle procedure di frontiera, torna dalle Corti d’appello alle sezioni specializzate in materia di immigrazione dei tribunali.
Le norme sull’Ufficio per il processo
Resta invariato l’articolo 6, che riconosce la specifica professionalità dei funzionari ex Ufficio per il processo e ne limita l’impiego in cancelleria ai soli casi di comprovata necessità e urgenza. Nel provvedimento si prevedono stanziamenti per la digitalizzazione della giustizia, da destinare in particolare alla continuità dei servizi di connettività e alla sicurezza delle infrastrutture regionali. Tra gli altri punti anche la riforma l’esame di Stato per l’accesso alla professione forense: prevista una sessione unica annuale articolata in due prove scritte, redazione di un parere e di un atto giudiziario, e una prova orale.
Nessun passo avanti su intercettazioni
Durante l’esame parlamentare erano state presentate in Senato alcune proposte di modifica per ampliare l’uso delle intercettazioni tra procedimenti diversi, sollecitato anche dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, che aveva segnalato a Governo e Parlamento le difficoltà applicative delle norme vigenti per reati come corruzione, traffico di rifiuti e riciclaggio. Emendamenti decaduti, insieme a tutti gli altri, dopo che il Governo ha posto la questione di fiducia sul testo: la disciplina sulle intercettazioni resta quindi quella attualmente in vigore.
