Due storie che si intrecciano. Due vite che si spezzano. Rita Atria e Paolo Borsellino. Lo fanno nello spettacolo di Matàz Teatro, scritto da Marco Artusi, che andrà in scena a Mestre – al Centro Culturale Candiani – in un evento realizzato in collaborazione con l’ANM Veneto, in programma venerdì 22 maggio.
“Alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, per ricordare che le vittime di mafia, eroi del nostro paese, sono anche i testimoni di giustizia, abbiamo scelto di offrire alla cittadinanza questo spettacolo teatrale”, racconta Claudia Brunino, referente legalità della giunta ANM veneta.
“Le storie di Falcone e Borsellino e delle donne e degli uomini delle loro scorte sono legate alle vite spezzate di tanti altri eroi, ed è giusto sensibilizzare parlando anche di queste figure nella diffusione della cultura della legalità”, spiega Brunino.
Dunque un’iniziativa per parlare alla cittadinanza, per fare cultura della legalità: “Abbiamo scelto di raccontare, grazie alla speciale interpretazione di Evarossella Biolo, una storia meno conosciuta, quella di una ragazza coraggiosa ‘la picciridda di Borsellino’ testimone di giustizia e simbolo di resistenza”, prosegue la rappresentante della giunta ANM.
Rita Atria si tolse la vita a 17 anni, una settimana dopo la strage di via D’Amelio. “Si tratta – aggiunge Brunino – di una occasione per renderle onore, come emblema di lotta e di speranza, grazie al testo teatrale magistralmente scritto da Marco Artusi”.
“Forse un giorno onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo”. Lo scriveva Rita, nel suo diario.
