A causa della pioggia battente delle scorse ore, questa mattina a Milano è crollato il controsoffitto dell’aula bunker di piazza Filangieri, di fronte al carcere di San Vittore. Giudici, pubblici ministeri e avvocati, presentatisi per l’udienza del processo Hydra sulla criminalità organizzata in Lombardia, hanno trovato l’ingresso chiuso. All’interno, calcinacci e pannelli del controsoffitto caduti a terra. I vigili del fuoco hanno dichiarato l’inagibilità dei locali e l’udienza, che prevedeva l’esame di un collaboratore di giustizia, è stata rinviata al 16 settembre nella maxi aula della Corte d’assise d’appello al Palazzo di Giustizia.
Sul caso è intervenuta la Giunta esecutiva centrale dell’ANM, che in una nota parla di un’emergenza strutturale ormai non più rinviabile. Il crollo di Milano, si legge, “non è un fatto isolato, ma l’ennesimo segnale di un’emergenza strutturale che da anni attraversa l’edilizia giudiziaria italiana”, richiamando anche quanto avvenuto poche settimane fa a Bolzano. Per la Giunta esecutiva centrale “non si tratta di episodi imprevedibili, ma della conseguenza diretta di rinvii e mancanza di investimenti”.
Nella nota l’ANM chiede un piano straordinario di edilizia giudiziaria, sottolineando che “non è più possibile limitarsi a interventi tampone che si rivelano puntualmente insufficienti, come dimostra quanto accaduto oggi a Milano” e ricordando che “la dignità della giustizia passa anche dalla dignità dei luoghi in cui essa si amministra”.
