“Dare ai pubblici ministeri un proprio Csm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro. I pm, prima di divorare i politici, andranno a divorare i giudici. L’unica cosa figa della riforma è il sorteggio dei togati al Csm, basta”. Non è l’intervento di uno degli auditi in commissione Affari costituzionali al Senato, ma sono le parole di Andrea Delmastro, sottosegretario e responsabile giustizia di Fratelli d’Italia, riprese dal quotidiano Il Foglio.
“C’è un rischio nel doppio Csm – dice ancora il deputato a Ermes Antonucci – O si va fino in fondo e si porta il pm sotto l’esecutivo, come avviene in tanti Paesi, oppure gli si toglie il potere di impulso sulle indagini”. Delmastro esprime pure dubbi sull’Alta corte e critica nei fatti la riforma proposta dal suo stesso governo.
Parole chiare, che riprendono perplessità già esposte nel dibattito pubblico e nelle audizioni parlamentari di queste settimane.
E le audizioni?
Non solo Delmastro. Emergono più dubbi che certezze, leggendo la cronaca delle ultime settimane, dal complesso delle audizioni sulla riforma Nordio che si sono da poco concluse in commissione Affari costituzionali al Senato. Come già accaduto per il passaggio alla Camera non solo l’Anm ma diversi costituzionalisti, autorevoli magistrati ed ex rappresentanti delle istituzioni si dono detti contrari.
“Con questa riforma non ci sarebbero state indagini di Falcone e Borsellino”

Suggestive le considerazioni di Maria Monteleone, già procuratrice aggiunta della Repubblica di Roma, che ai senatori in ascolto ha spiegato: “Se questa riforma fosse stata adottata prima, i colleghi Falcone e Borsellino non avrebbero mai condotto le inchieste contro la mafia come hanno fatto. Entrambi sono stati prima magistrati giudicanti e poi inquirenti. Quest’esperienza esemplare e così importante per il nostro Paese non ci sarebbe stata”. La magistrata ha poi sottolineato come con il meccanismo del sorteggio “il potere legislativo prevale su quello giudiziario”, spiegando che il “sorteggio è un metodo cieco, ispirato alla logica secondo cui uno vale l’altro. Come si può pensare che uno degli organi di autogoverno dello Stato sia affidato alla sorte?”.
Sorteggio e nuovo pm, le posizioni contrarie espresse dai costituzionalisti
Il metodo del sorteggio per i membri togati del Csm così come altri aspetti della riforma sono stati oggetto di diversi rilievi dei costituzionalisti ascoltati.
Togliere ai giudici la possibilità di eleggere i propri rappresentanti al Csm è “un atto di denigrazione alla dignità dei magistrati”, il giudizio della costituzionalista Giovanna De Minico, che insegna all’Università di Napoli. E ancora Gianmario Demuro, professore di diritto costituzionale dell’Università degli studi di Cagliari, si è detto perplesso anche sul meccanismo del sorteggio “temperato” per i laici: “Il sorteggio non garantisce per nulla il pluralismo, che mi pare debba comunque essere garantito in un organo di rilievo costituzionale che ha a che fare con il governo della magistratura”, ha spiegato il professor De Muro. “Stessa cosa per il sorteggio dei non togati da parte del Parlamento. Il sorteggio determina una scelta basata sul caso”.
Altro punto della riforma oggetto di critiche è la nuova figura del pm, così come emerge dal disegno di legge costituzionale. Osserva Enrico Grosso, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Torino: “Il pm separato sarà progressivamente espulso, giuridicamente meno attrezzato, sarà trasformato in un inquisitore autoreferenziale e privo di sensibilità nei confronti dei diritti. Come categoria saranno portati a concepire se stessi come corpo, un corpo separato”.
Bruti Liberati a rettori e avvocati: “Scegliereste i vostri rappresentanti con sorteggio?”
Da ricordare la posizione espressa da Edmondo Bruti Liberati, già procuratore capo della procura della Repubblica di Milano ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati che davanti alla Commissione ha invitato intanto a sgombrare il campo da un equivoco: “Si parla di separazione delle carriere ma il tema non è questo, e onestamente lo dice il titolo. Il Csm della Costituzione del ’48, pietra angolare del nuovo ordinamento giudiziario, viene ridotto alla quasi irrilevanza. Non spendo i termini senza ragione”. Con il sorteggio, ha aggiunto “se ne affida il funzionamento al caso”, mentre il Csm è stato modello “anche al di là dei Paesi europei”, ha spiegato Bruti Liberati. Con il sorteggio, ha aggiunto, “si cancella il principio della rappresentatività e del pluralismo”. Un ragionamento che l’ex presidente Anm ha ulteriormente rafforzato con una provocazione: “Ai professori universitari chiedo, il direttore di dipartimento, il rettore li volete prendere per sorteggio? Magari sorteggiate un premio Nobel che il giorno dopo vi fa fallire l’Università. E agli avvocati chiedo: i presidenti dell’ordine li sorteggiate?”.
Non solo di nuovo Csm e di sorteggio si è discusso nelle audizioni in Commissione a Palazzo Madama. Molti i rilievi emersi sulla nuova figura del pm così come disegnata dalla riforma. Lo stesso Bruti Liberati rileva: “Un corpo di pm autoreferenziale si allontana dalla magistratura giudicante e inevitabilmente si avvicinerà alla cultura di polizia”.
E l’ex presidente della Camera Luciano Violante, anche lui ascoltato in Commissione ha messo in guardia dalle conseguenze della riforma: “Io penso che non il pm, ma la struttura accusatoria sarà più forte, e quando sarà forte si dirà: ‘È troppo forte’. E poiché dappertutto è sotto il controllo politico sarà sotto il controllo politico. È inevitabile”.
I tempi del passaggio in Senato
Dopo aver ascoltato i pareri dei convocati la Commissione ha aperto la discussione generale e fissato per il 20 marzo i termini per gli emendamenti, poi il testo passerà all’aula per la seconda lettura.