Avvocati e magistrati assieme per il no a Reggio Calabria

“Avvocati e magistrati stanno dalla stessa parte: ogni attacco all’avvocatura è un attacco alla magistratura. E ogni attacco alla magistratura è un attacco all’avvocatura”. Le parole di Franco Moretti, presidente degli Avvocati per il No, scaldano la sala di Reggio Calabria che ospita l’iniziativa della giunta reggina dell’Associazione nazionale magistrati sul referendum costituzionale. Parole che pesano e segnano una linea comune, che segue quella tracciata da Cesare Parodi e Rocco Maruotti.

“La Giunta è qui per dare un messaggio”, spiega Parodi. E poi parla anche della riforma: “Hanno smesso di parlare di separazione delle carriere. I dati dimostrano plasticamente che i giudici sono terzi. Non c’è nessun appiattimento”, argomenta il presidente dell’associazione. “I falsi miti sulla magistratura sono tantissimi”, aggiunge Maruotti.

Ci sono gli interventi della magistratura associata. Ci sono i capi degli uffici reggini. C’è il punto di vista dell’accademia che però racconta i pericoli della riforma con un approccio divulgativo. “Mi pare che il governo abusi di metafore sanitarie”, ironizza Giuseppe Campanelli, costituzionalista dell’Università di Pisa, chiamato a fare un punto tecnico sulla legge Nordio. Il professore però parla anche del metodo utilizzato. Un metodo dove il governo è stato protagonista al posto del Parlamento.

Quindi tocca all’Anm. Stefano Celli parte dall’attualità e dalle difficoltà quotidiane: “La digitalizzazione è fondamentale, ma vanno affrontati i problemi. L’altro giorno per firmare quaranta fascicoli il sistema ha impiegato un’ora e quaranta minuti. Per far funzionare la giustizia, informatica e non solo, servono risorse”. Quindi gli aspetti specifici della riforma. “Vogliono collocare il Consiglio superiore della magistratura nell’orbita della politica”, attacca Paola Cervo. “Il Csm si occupa di autonomia e indipendenza della magistratura, e lo fa a tutela dei cittadini, non nostra. Non fa politica, è una istituzione”, dice Sergio Rossetti. “I costi aumenteranno di decine di milioni di euro l’anno”, racconta Chiara Salvatori. “I magistrati hanno sempre applicato le norme nella nostra storia, senza guarda in faccia a nessuno”, ricorda Giuseppe Tango. Fa da padrone di casa dell’iniziativa, moderata dalla giornalista di LaC News 24 Elisa Barresi, Giuseppe Amato, componente del Direttivo dell’associazione.

E c’è il tempo per dare un punto di vista complessivo su iniziative ed eventi che si susseguono in questa campagna referendari. La direttrice de La Magistratura Monica Mastrandrea spiega invece il senso della partecipazione al dibattito pubblico dei magistrati: “Hanno il dovere di intervenire a difesa dell’indipendenza”, sottolinea citando le prese di posizioni della Corte europea dei diritti umani.