Risorse, criticità logistiche e funzionamento della giustizia

Non v’è dubbio che la pandemia abbia avuto gravi ripercussioni sull’esercizio della giurisdizione in alcuni settori. Le limitazioni all’attività di udienza in presenza, specie nel civile, i rinvii disposti per contagi e quarantene hanno incrementato, in un primo periodo, il già significativo contenzioso pendente, di fatto, frustrando ulteriormente la domanda di giustizia dei cittadini.

Il rallentamento del funzionamento della giustizia in alcuni settori, verificatosi nei due anni di pandemia non può affrontarsi in modo realistico, se non si tiene conto della drammatica carenza di risorse ab origine. Da tempo si è segnalata l’esigenza di rimediare alle scoperture di organico del personale magistratuale, specie negli uffici più gravati, per le peculiarità del tessuto sociale locale e per il carico complessivamente dato da sopravvenienze/pendenze. Gli organici risultano inadeguati anche se raffrontati rispetto ai carichi di lavoro di altri distretti giudiziari, rendendo opportuna una revisione della geografia giudiziaria.

Relativamente al personale amministrativo, nonostante le recenti immissioni in possesso di nuove unità, perdura la difficoltà a garantire, in tutti i settori, il tempestivo e completo espletamento dei servizi di cancelleria, nonostante gli sforzi fatti in tal senso da dirigenti e operatori giudiziari.

Anche le criticità logistiche, incrementate dallo stato epidemiologico in atto, incidono in negativo sull’esercizio della giurisdizione, pregiudicando la tutela dei principi di legalità e di uguaglianza dei cittadini.

E’ in questo contesto problematico, segnalato dalla magistratura alle Autorità competenti senza ottenere concrete risposte, che si innestano le riforme del settore Giustizia, previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza al fine deliberato di assicurare maggiore competitività al Paese, riducendo sia i tempi di conclusione dei procedimenti giudiziari che l’arretrato.

L’istituzione del nuovo Ufficio per il Processo, in sinergia con la legge delega sulla riforma del processo penale, civile con i suoi provvedimenti normativi attuativi, mira all’efficientamento del sistema processuale, assicurando anche un forte effetto deflattivo del contenzioso pendente. A tal fine, nel settore civile, si introducono previsioni sulla speditezza dei procedimenti, sulla riduzione del numero delle udienze, sulle udienze a trattazione scritta e da remoto;per altro aspetto, si incentiva il ricorso gli ADR (Alternative Dispute Resolution) dando maggiore impulso agli istituti della mediazione, della negoziazione assistita, degli arbitrati. Nel processo penale, si prevedono disposizioni in materia di giustizia riparativa e per la celere definizione dei procedimenti giudiziari, tramite la digitalizzazione e l’attuazione del processo penale telematico, la diminuzione dei tempi delle indagini preliminari, l’individuazione di criteri di priorità con cui gli Uffici del P.M. selezionano le notizie di reato; nel grado di appello, il nuovo art. 344-bis c.p.p. delinea la cd. prescrizione processuale, causa di improcedibilità dell’azione penale.

Si tratta di obiettivi la cui concreta realizzazione non può prescindere da una visione organica, accompagnata dalla messa a disposizione delle risorse materiali indispensabili al raggiungimento dei fini. A titolo esemplificativo, ci riferiamo alla necessità di idonei spazi lavorativi nei quali collocare i nuovi assunti dell’UPP, nel rispetto dei requisiti di legge in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che presuppone la tempestiva riqualificazione del patrimonio immobiliare, anche superando le lungaggini burocratiche che, in passato, hanno ostacolato il miglioramento dell’edilizia giudiziaria.

Le nuove previsioni normative, nel richiedere uno sforzo organizzativo di spessore, impongono anche l’assolvimento di oneri formativi nei confronti del nuovo personale i cui apporti, in ogni caso, rimangono sotto la responsabilità del magistrato. Va scongiurato il rischio, allora, che le novità normative si traducano -anche sotto il profilo disciplinare- in indebiti aggravi a carico dei colleghi che, pur tra mille difficoltà dovute alla scarsità di mezzi e strutture, si applicano al lavoro con serietà e diligenza. A tal riguardo, il legislatore potrebbe dare attuazione alla previsione sui carichi esigibili, che misura il lavoro sostenibile del magistrato in funzione degli obiettivi di adeguata quantità e qualità del lavoro giudiziario, come già provveduto per la magistratura amministrativa.

Pur nell’ottica di garantire la massima proficuità ai progetti riformatori, la nuova Giunta distrettuale di Napoli dell’Anm è al fianco di tutti i colleghi, pronta a segnalare eventuali squilibri derivanti da un approccio non sistemico (molte delle nuove assunzioni di personale sono temporanee) e senza dimenticare l’inadeguatezza di base delle risorse sul nostro territorio.

Accanto al timore di una pressione sul lavoro, è forte il sospetto di un decadimento della qualità dei provvedimenti giudiziari. Non si può focalizzare l’attenzione esclusivamente sul dato quantitativo dei numeri dei procedimenti definiti, in un’ottica della Giustizia meramente aziendalistica, poiché anche la qualità dei provvedimenti giurisdizionali va valorizzata in modo più incisivo. Pertanto, gli strumenti normativi di prossima adozione, in attuazione della legge delega n. 206/2021, dovranno evitare un restringimento eccessivo della fase di pendenza del procedimento, per non sottrarre al giudice il tempo per riflettere, con la giusta ponderazione, sulla decisione da assumere.

Sempre per assicurare effettività alla risposta giudiziaria, oltre che concreta attuazione alle novità normative, si propone di rendere stabili le interlocuzioni tra magistratura, personale amministrativo e mondo forense. Come approccio metodologico, il confronto tra categorie assicura la piena emersione di tutti gli interessi in gioco. Soprattutto, ciò consente alla magistratura di rifuggire dalle chiusure dell’autoreferenzialità e del protagonismo, in ossequio all’autorevole invito che, pochi mesi fa, il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci ha rivolto.

Su questo percorso di condivisione, siamo parte attiva per promuovere il dialogo sui temi della giustizia, mettendoci a disposizione per ogni scambio utile con rappresentanze di professionisti, dipendenti dell’Amministrazione, società civile, anche organizzando incontri e convegni su specifiche problematiche, per fornire il nostro bagaglio di competenze e arricchirsi reciprocamente del bagaglio esperienziale di ciascuno. Nel rispetto delle prerogative dei soggetti coinvolti, intendiamo promuovere la condivisione di prassi virtuose, di protocolli di intesa e di documenti operativi, non solo su temi di diritto sostanziale e processuale, ma anche sui risvolti sociali e sugli aspetti pratici della vita giudiziaria.

Solo con il contributo di tutti possiamo far sentire alle istituzioni competenti la voce dei diretti interessati, affinché queste ultime provvedano a restituire effettività alla giurisdizione e, al contempo, dignità al lavoro giudiziario di magistrati, professionisti e amministrativi.

Anche al nostro interno, la Giunta esecutiva sezionale dell’ANM ha scelto di privilegiare il confronto con l’alterità, presentandosi con un programma condiviso che valorizza i punti programmatici che accomunano i gruppi. Nel percorso di rigenerazione etica e culturale che sentiamo di intraprendere, dopo le cadute che hanno minato la credibilità della magistratura, intendiamo cogliere, in tal modo, l’opportunità di ridefinire la nostra identità, facendo leva, nonostante le differenti sensibilità culturali, sul comune intento di dare concreta attuazione ai principi costituzionali.

Alle riforme del sistema civile e penale, del resto, si accompagna la riforma del Csm, volta -per usare ancora le parole del Presidente Mattarella- a sradicare accordi e prassi elusive di norme che, poste a tutela della competizione elettorale, sono state talvolta utilizzate per aggirare le finalità della legge. Su tale profilo la nuova Giunta, sin da subito, si è attivata per dare il più ampio spazio al dibattito in atto su come innovare il sistema elettorale dell’Organo di Governo autonomo, mettendo a disposizione elementi informativi su ciascuna delle opzioni in discussione, dal sorteggio temperato di un multiplo dei componenti da eleggere, al criterio del sistema maggioritario binominale o a quello proporzionale, nel corso di una partecipata tavola rotonda,svoltasi in data 19 gennaio 2022, in vista dell’imminente referendum.

Solo la centralità del dialogo, sia in seno all’associazionismo, che nell’ambito del mondo giudiziario, permette di affrontare i nodi problematici, individuando le soluzioni più corrette e tempestive, per assicurare un’autentica cultura dei diritti, vero strumento di garanzia della democraticità del Paese.

In questo progetto all’insegna della partecipazione, nella veste di Giunta distrettuale dell’ANM ci facciamo portavoce delle richieste provenienti da ogni Tribunale e Procura distrettuale, dalle quali non si può prescindere per avere un quadro completo sull’andamento della giustizia. Tanto più che, come anticipato, le innovazioni legislative hanno un impatto evidente sulla realtà di ciascun ufficio locale.

Basti pensare all’introduzione, nel nuovo art. 344 bis c.p.p.,della disciplina sull’improcedibilità del giudizio penale di secondo grado decorsi due anni dall’inizio del giudizio, disposizione che interessa la nostra Corte territoriale,settore penale, già gravata da circa 56mila procedimenti pendenti. Anche la normativa sull’Ufficio per il Processo impone, per tutti gli Uffici, l’adozione di interventi organizzativi ad hoc, oltre che la massima circolarità di prassi e informazioni.

Sotto il profilo dell’edilizia giudiziaria, sia la Corte che i Tribunali di Napoli, Napoli Nord, Santa Maria Capua Vetere, Nola, Torre Annunziata, Avellino e Benevento esprimono l’esigenza di rinnovare i locali a disposizione, oltre che di incrementarli in vista dell’Ufficio per il processo. L’esercizio della giurisdizione deve svolgersi in ambienti idonei, sicuri e decorosi, per salvaguardare la sicurezza e la salute non solo dei magistrati ma anche degli avvocati, del personale amministrativo e dell’utenza. L’emergenza sanitaria ancora in atto ha enfatizzato le carenze strutturali/logistiche degli uffici giudiziari (come l’inefficienza di sistemi di aerazione/climatizzazione). Anche in vista delle nuove riforme, si rendono necessari interventi per individuare aule, locali deputati all’espletamento dell’attività di indagine e ambienti dove consentire il lavoro della magistratura onoraria, dei tirocinanti e dei nuovi assunti. Il PNRR ha destinato ingenti fondi per il recupero del patrimonio immobiliare dell’amministrazione giudiziaria, con obiettivi apprezzabili (efficientamento energetico, riduzione della vulnerabilità sismica, ristrutturazione con materiali sostenibili) ma, allo stato, sono pochi i progetti effettivamente partiti. Per assicurare riscontro alle singole necessità, si è pensato di istituire un osservatorio sulla sicurezza, sulla vivibilità e sulla salubrità degli uffici giudiziari con il compito di relazionarsi, in tempi brevi, con l’VIII Commissione permanente istituita presso l’ANM. (competente su edilizia giudiziaria e condizioni di lavoro) e, per il suo tramite, veicolare le richieste al Ministero della Giustizia. In ogni caso, nell’ottica della contiguità territoriale e della vicinanza ai colleghi del distretto, la Ges è pronta a intervenire a tutela di singoli magistrati e/o uffici giudiziari locali, laddove risulti minata la serenità del lavoro, se necessario, prendendo posizione con comunicati chiari ed efficaci da diffondere a livello locale e nazionale.

Comune alle realtà giudiziarie locali è, del pari, l’esigenza di assicurare maggiore attuazione alla digitalizzazione e al processo penale telematico. Il PNRR prevede di potenziare le infrastrutture digitali con la revisione e la diffusione dei sistemi telematici, sia quelli di gestione delle attività processuali che di trasmissione di atti e provvedimenti. Ciò non può prescindere dalla presenza costante di adeguata assistenza informatica, da assicurare con esperti informatici a disposizione, quantomeno, per ciascun settore, quello civile e penale. Nemmeno si può prescindere dall’implementare la formazione oltre a postazioni e strumenti informatici a disposizione di ciascun magistrato e dei suoi collaboratori, visto che l’Ufficio per il Processo richiede un lavoro di staff.

Altro tema fortemente sentito sul territorio è quello della diffusione della cultura della legalità tra i cittadini. L’educazione alla legalità va perseguita con progetti sempre più frequenti e itineranti, privilegiando come destinatari i giovani, che rappresentano il nostro futuro. Trasmettere il valore della cittadinanza, scegliendo progetti educativi di contrasto alla violenza e alla criminalità, è dovere di tutti.

Come segnalato anche dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il dato oggettivo per cui la popolazione carceraria del distretto sia quella numericamente più consistente sul territorio nazionale, rende necessario soffermarsi sulle condizioni nelle quali si trovano ristretti i detenuti. La rilevanza costituzionale della finalità rieducativa della pena impone di assicurare condizioni minime di dignità umana. A tal fine ci proponiamo, in linea di continuità con la Ges uscente, di organizzare iniziative sul mondo penitenziario, per sensibilizzare sul tema.

(…)

In conclusione, per mettere la magistratura nelle condizioni di realizzare gli ambiziosi obiettivi del PNRR invitiamo tutti, specie gli interlocutori politici, a prendere atto dell’inadeguatezza delle dotazioni di organico del personale magistratuale e amministrativo, che penalizzano il distretto già da tempo. Non si può assicurare effettività alla giurisdizione senza riforme sistemiche, che assicurino lo stabile incremento delle risorse esistenti, l’attuazione di carichi esigibili o altre misure per individuare il lavoro sostenibile e una revisione della geografia giudiziaria calibrata alle specificità del territorio.

La Ges di Napoli intende coinvolgere Voi tutti affichè gli ingenti fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza costituiscano un’effettiva opportunità di ridimensionare le criticità che mortificano l’autonomia e indipendenza della magistratura e, soprattutto, la giurisdizione restituendole, con una visione a lungo termine, il ruolo di funzione sovrana dello Stato.

 

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Abstract della Relazione della Ges di Napoli per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, 22 gennaio 2022. 

In foto: Spiaggia di Scheveningen prima di una tempesta, Vincent Van Gogh, Van Gogh Museum.