Oltreconfine: manualetto giudiziario per cause straniere

di Francesco Angelini, magistrato presso il Tribunale di Terni 

 

Abstract: The author introduces a work called Oltreconfine. This work has two purposes: first of all, it aims to facilitate the understanding and applicability of international conventions, comparison toolkits and other foreign instuments, in the everyday practice of the italian magistrate: it wants to reach this object with the joint use of informatics and the knowledge of the foreign law. Seecondary, it pulls the italian judicial operator to analyze and compare the various solutions adopted abroad, with the results to raise a juridical, cultural and intellectual growth. Definitely, it has been created as an instrument for an helpful and a better application, in Italy, of a foreign system, a foreign juridical device, an international procedural convention. Many of the slides of this work have been enriched with external links, for acknowledgings and far more studies exigencies. It is a non – profit work, totally free, created only to be utilized in Italian Courts of justice by italian civil judges.

It can be easily downloaded from the journal itself, thanks to a specific link, and saved to oneself’s desktop or smartphone.

Keywords: Comparison  – International private law – Foreign judicial systems – Public policy – Brexit

 

Introduzione 

  1. Un’esigenza a lungo avvertita

Quale giudice civile non si è sentito scosso da un leggero brivido quando, nel leggere le carte processuali, ha visto sollevarsi un’eccezione in tema di notifica internazionale, oppure ha visto chiedere dalle parti l’applicazione delle norme di un ordinamento straniero?

Tale brivido non deriva dal timore (pur legittimo) di doversi confrontare con un ordinamento straniero o nel dover interpretare una convenzione internazionale, quanto dal tempo che si dovrà impiegare nello studiare e risolvere la questione, tempo che mai come in questo periodo storico si rivela esser parco.

Del resto, non è possibile provvedere in minor tempo e ci si ritrova pertanto nell’eterna contraddizione tra redigere un provvedimento completo, ponderato e accurato con il risultato però di un maggior congestionamento del proprio ruolo (che tanta fatica si è magari impiegata nel curarlo) oppure prestare maggior cura al dato efficientista, ma il doversi in seguito pentire di non aver potuto approfondire quel dato istituto o di aver redatto una sentenza che ha tenuto in scarsa considerazione i meccanismi e le funzioni dell’ordinamento straniero, con ricadute negative sul proprio senso di professionalità – oltre che sulla propria etica del dovere.

  1. Nascita di un progetto

E’ con questo pensiero – l’intima contraddizione tra efficienza e conoscenza – che più di un anno fa, dinanzi ad alcune questioni in tema di diritto applicabile espresse da alcuni colleghi, ho deciso di redigere un progetto, un’opera, uno strumento, da aprire e consultare in tutti quei casi in cui la controversia avesse parlato una lingua straniera.

Lo stimolo è derivato dagli studi da me precedentemente condotti in tema di diritto internazionale privato, comparazione giuridica, diritto degli ordinamenti giuridici stranieri, avviati sin dal periodo universitario e successivamente proseguiti nel corso di circa dieci anni, al fine di non disperdere quel prezioso lascito.

E’ da questa passione e approfondimento curato nel corso degli anni che è nato Oltreconfine.

  1. Tradizione giuridica e modernità informatica: Oltreconfine

3.1. Oltreconfine non è un libro; non è un manuale; non è un trattato: modelli editoriali di elevata nobiltà, ma che non consentono certo di risolvere questioni molto complesse e poco battute in un ristretto periodo di tempo. Si profilano all’orizzonte del giurista interi pomeriggi a studiare e a cercare di comprendere meccanismi e istituti di un dato ordinamento, molte volte anche in lingua straniera, con l’ulteriore problema della barriera linguistica.

E’ qui che invece il magistrato potrà apprezzare la forza di Oltreconfine – per l’attività del quale esso è stato appositamente pensato e sviluppato:

  • Esso si occupa di (quasi) tutte le questioni internazional-privatistiche e comparatistiche di interesse per l’attività giurisdizionale del magistrato italiano con un linguaggio chiaro e scorrevole – appositamente utilizzato al fine di consentire al collega che se ne avvale di conoscere in poco tempo, in lingua italiana e con categorie a lui familiari – come funziona un dato ordinamento, un dato istituto o un dato strumento internazionale, secondo quanto acquisito da opere, articoli, monografie di studiosi stranieri e italiani di fama internazionale provenienti da alcune tra le più prestigiose università esistenti oggi;
  • Tale prodotto è stato calato in un documento .pdf di facile lettura e che consente – con una buona grafica e la possibilità di accedere alle fonti dirette a mezzo di collegamenti ipertestuali – di poter prendere immediata cognizione della questione, di approfondirla cliccando sui collegamenti stessi e financo di acquisire bibliografie essenziali sul tema qualora si volesse studiare più a fondo la questione.

3.2. Al fine di facilitarne la consultazione, Oltreconfine è stato dipoi suddiviso in due macroaeree.

La prima macroarea tratta di materie e istituti di spiccato carattere internazional-privatistico: traduzione di documenti e atti stranieri, notifiche internazionali, modalità di funzionamento dei processi civili stranieri (utili in tutti quei casi in cui è necessario valutare il provvedimento giurisdizionale straniero, dal punto di vista del rispetto dei requisiti di cui all’art. 64 L. 218/95), conseguenze sull’ordinamento della Brexit, analisi delle questioni in tema di ordine pubblico internazionale.

La seconda macroarea è invece concentrata sul più ampio tema del diritto privato comparato: partendo dall’analisi di singoli istituti del diritto privato (il contratto nei sistemi di common law, i trusts, gli accordi prematrimoniali, le società commerciali estere e vari altri) si giunge infine ad analizzare – in una trentina di schede – gli ordinamenti privatistici dei principali Paesi non occidentali con i quali il giudice italiano ha maggiori probabilità di venire in contatto (India, Cina, Paesi del Maghreb, Brasile e Argentina, paesi dell’Est Europa).

3.3 Infine, ma non per questo di minor importanza, sono affrontati temi di più marcato carattere culturale e metagiuridico (per utilizzare il linguaggio di Gino Gorla), con lo scopo di far nascere la curiosità, l’interesse, la voglia di approfondimento, per il tema giuridico in senso ampio: da temi di carattere professionale come la figura del notaio nei vari Paesi del mondo, ai riti di celebrazione di un matrimonio indù, ortodosso o ebraico, alle implicazioni derivanti dalla presenza o meno di leggi antiabortiste per la condizione femminile in un dato Paese, ai temi più avventurosi dell’antropologia giuridica.

3.4 L’indice sommario inserito alla scheda numero 10 consentirà poi al lettore/fruitore di muoversi agevolmente tra le varie sezioni, con un semplice click al collegamento intertestuale, creato appositamente per esigenze di immediatezza e semplicità di consultazione.

  1. La crescente internazionalizzazione del contenzioso quale causa di nascita del progetto.

4.1. Del resto, non costituisce un mistero che sempre più nelle aule giudiziarie italiane è richiesta la conoscenza e l’applicazione delle norme di diritto straniero: e per diritto straniero non si fa riferimento soltanto al pur rassicurante diritto dell’Unione Europea o alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Intende farsi riferimento a ordinamenti extra-europei ed extraoccidentali, i quali funzionano secondo logiche alcune volte diverse da quelle a noi familiari, con sistemi personali di diritto, maggiore commistione tra i modelli legali e modelli di diritto religioso, istituti per ovviare ad esigenze sconosciute nel nostro ordinamento o tecniche di individuazione delle norme inusuali per il sistema giuridico nostrano.

4.2. Tali conoscenze si rivelano ogni giorno sempre più necessarie, tenuto conto dell’avvenuta instaurazione di un mercato globalizzato, con un aumento della propensione all’internazionalizzazione delle imprese cresciuto dal 52,0% dell’anno 2011 al 60,8% del 2019 e con una propensione all’esportazione salita dal 26,0% dell’anno 2011 al 31,8% dell’anno 2019 (relazione ISTAT – ICE sul commercio estero e attività internazionali delle imprese, edizione 2021).

Inoltre si assiste ad un costante aumento dei flussi migratori in Italia da parte di Stati extra UE: le persone straniere residenti sul territorio italiano sono cresciute da 3.536.062 nel 2011 a 5.255.503 nel 2019 (relazione della Fondazione ISMU – ISTAT, edizione 2020); tra gli stranieri, il fatto che molti di loro provengano da culture giuridiche dissimili dalle nostre (tra i primi 12 paesi per tasso di immigrazione si registra la Cina, il Marocco, l’India, il Pakistan, la Nigeria, l’Egitto) porterà a dover trattare questioni di diritto delle persone e della famiglia, con le note conseguenze in tema di ordine pubblico internazionale.

Sempre secondo i dati ISTAT, con l’aumento dei viaggi internazionali e degli stanziamenti della popolazione all’estero (gli iscritti all’AIRE sono passati da 4.115.000 nel 2011 a 5.288.000 nel 2019), non potranno che aumentare le questioni di responsabilità civile transnazionale e successioni mortis causa per beni posseduti in più di uno stato.

Da qui l’esigenza di plasmare un’opera che consenta di districarsi in tale congerie di istituti e ordinamenti di non facile comprensione e ancor di più di non facile conoscibilità, per scarsezza del dato dottrinario in lingua italiana.

  1. Sintesi come compromesso tra efficienza e conoscenza

Si tratta perciò di un lavoro di sintesi, necessario a poter essere consultato in poco tempo, e organizzato in strati differenti di approfondimento, sulla base delle necessità e delle esigenze che nel caso concreto il magistrato italiano è chiamato a dover soddisfare.

Si badi bene però: sintesi non significa lavoro superficiale.

E’ stato operato un attento lavoro di selezione e classificazione del materiale rilevante, cercando di rendere chiara ed efficace la meccanica degli ordinamenti oltre che l’essenza degli istituti.

Sintesi non significa nemmeno riduzionismo o visione semplicistica dell’ordinamento o dell’istituto straniero.

Il poco spazio utilizzato per illustrare la questione non toglie possibilità di immediato approfondimento per il magistrato che ne dovesse avvertire l’esigenza: lo stesso potrà trovare la norma necessaria per risolvere il caso specifico e concreto sulla base dei collegamenti diretti alle fonti normative, alla giurisprudenza rilevante del caso concreto, ad articoli di dottrina (tutti automaticamente raggiungibili con un semplice click sulle parti evidenziate in blu).

Sintesi, da ultimo, non significa, scarso interesse per la materia. Tutt’altro.

Oltreconfine costituisce un mezzo, professionale e moderno, per consentire alla Magistratura italiana di poter contare su di un valido strumento a sua disposizione, organizzato, efficiente, tendenzialmente completo.
Qualora però il singolo giudice avvertisse la necessità di approfondire un tema, potrà far ricorso allo strumento tradizionale della voce enciclopedica, del trattato, della monografia, dell’articolo di rivista, accuratamente individuati ed elencati alla fine di ogni sezione – così da poter disporre di una visione a 360 gradi.

  1. Gratuità e complementarietà dell’opera

Due ulteriori chiose si rivelano necessarie prima di accomiatarsi.

6.1. L’opera non presenta alcun fine di lucro, è totalmente gratuita, pensata appositamente per un uso interno per il magistrato italiano, da fruire e consultare senza alcuna necessità di autorizzazione da parte dell’Autore, che ne reclama solo la paternità morale.

Essa è stata infatti elaborata nel segno di quello spirito di servizio e di messa a disposizione delle proprie competenze specifiche in favore dei colleghi, secondo una prospettiva di collaborazione, studio, e condivisione dei saperi, quanto mai necessaria in un’epoca di alta specializzazione delle competenze quale quella attuale.

Essa s’inscrive del resto in quella serie di iniziative atte a promuovere lo sviluppo di quelle esigenze di “formazione e aggiornamento, nonché di interpretazione del ruolo del magistrato”, recentemente ribadite dal Capo dello Stato, durante la cerimonia d’inaugurazione della nuova sede romana della scuola Superiore della Magistratura (disponibile in forma integrale sul canale Youtube della Scuola stessa).

6.2. Inoltre con la presente trattazione, in nessun modo l’Autore ha inteso sostituirsi al prezioso, essenziale e insostituibile lavoro svolto, a livello istituzionale, dal dipartimento degli Affari di giustizia del Ministero della Giustizia: risulta quantomai essenziale rivolgersi al Ministero al fine di ottenere leggi specifiche, aggiornate e verificate dagli organi istituzionali della Repubblica.

Oltreconfine non svolge infatti un’(impossibile) attività sostitutiva, ma si affianca ad essa in una prospettiva di complementarietà, aspirando a fungere da cornice generale, da quadro all’interno del quale inscrivere le singole leggi e norme acquisite, così da comprenderne a pieno il senso e le modalità di applicazione.

Il titolo stesso dell’opera traduce tale esigenza.

6.3. Perché Oltreconfine non significa soltanto occuparsi di quello che accade al di là dei confini nazionali: esso riguarda ancor di più ciò che accade al di là del nostro pensiero giuridico quotidiano, agevolando e in certi casi imponendo di soffermarsi nel ripensare alle categorie quotidiane delle quali ci si avvale nel nostro ordinamento, così da inquadrarle in una prospettiva di relatività e plurivocità.

E’ con questo duplice scopo – agevolazione del lavoro quotidiano, ma al tempo stesso palestra riflessiva per i nostri principi e categorie – che l’opera si presenta, in definitiva, al collega: intende essere un valido ausilio per la propria attività, ma al tempo stesso vuole indurlo a dubitare di alcune soluzioni ritenute immote e universali.

Perché solo il dubbio rappresenta il motore primo della nostra crescita intellettuale e culturale.

E senza dubbi, vana risulta qualunque ricerca della verità, sia nelle carte processuali, che nei molteplici e variegati aspetti dai quali è contornata l’esistenza.

  1. Avvertenze finali

L’opera, nata come documento digitale, nasce e ha senso solo in un ambito digitale: darla alle stampe avrebbe infatti significato perdere quell’insostituibile apporto svolto dai collegamenti ipertestuali e dai link diretti che contribuiscono a renderla uno strumento innovativo, ma al tempo stesso insostituibile per potersi orientare in un labirinto tanto esteso e contorto, quali sono l’insieme delle norme che hanno a che fare con la sfera internazionale del diritto.

Se ne consiglia pertanto un uso esclusivamente digitale, scaricando il documento (reso disponibile alla fine di questo articolo di presentazione) e salvandolo come collegamento sul desktop del vostro computer o scaricandolo sullo smartphone così da averlo sempre a portata di mano.

Sono da pochissimo partiti i lavori per la seconda edizione: essa avrà il compito di approfondire alcuni aspetti, rendere ancora più chiare alcune questioni, ampliare la visuale su nuovi ordinamenti giuridici e su nuove sezioni.
Si necessiterà di tempo prima di pubblicare la nuova edizione ma non si può mancare di invitare eventuali fruitori dell’opera, di far pervenire, all’indirizzo istituzionale dell’autore: francesco.angelini@giustizia.it manifestazioni di dubbi, consigli, richiesta di chiarimenti o per proporre l’inclusione di altri ordinamenti (o altri istituti giuridici) che nella pratica quotidiana si sono rivelati ricorrere frequentemente ma che al contempo sono risultati di difficile accessibilità da parte dell’Ufficio giudiziario.

Con l’augurio che la consultazione possa riuscire di facile comprensione e che l’opera possa contribuire a facilitare il lavoro quotidiano del magistrato italiano, risulta a questo punto più opportuno mettere un punto finale alla presentazione e invitare il lettore a consultare, al link sotto indicato, l’opera stessa.

Qualora la stessa non dovesse raggiungere gli obiettivi prefissati, si prende in prestito una frase di W. Shakespeare per dire che “l’intento era buono e non lo si è fatto apposta”.

Buona consultazione.

 

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Scarica qui il documento Oltreconfine di Francesco Angelini

In foto: l’autore Francesco Angelini.